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Come salvarci dalla prossima guerra

... la fine dell'economia basata sul petrolio

Francesco Grillo 10/01/2020

Una raffineria di petrolio Una raffineria di petrolio Non si può non provare un senso di stanchezza di fronte all'ennesima crisi medio orientale e araba. Certo, stavolta, il conflitto appare assomigliare pericolosamente ad una guerra con un attacco missilistico che dall'Iran ha deliberatamente colpito postazioni e installazioni militari americane. E, tuttavia, chi osserva le convulsioni di quel pezzo di mondo che va da Kabul a Rabat e che ha ospitato più della metà dei conflitti dalla fine della seconda guerra mondiale, non riesce a risparmiarsi un certo senso di scetticismo. Le crisi arabe sono, ormai, tutte cronicizzate. Ci sono Paesi (come l'Iraq) che, da anni, sono tecnicamente occupati da eserciti stranieri. Altri (come la Libia) che da tempo sono frammentati tra pezzi di terra controllati da tribù. E, infine, la Terra Santa sulla quale gravitano alcuni dei simboli delle tre grandi religioni monoteistiche e dove la guerra è, ormai, una categoria dello spirito. La guerra: una malattia alla quale sembrano essersi tutti assuefatti. E che nessuno ha la capacità e, forse, più neppure la voglia di curare.
 
Eppure, c'è una speranza. Che non viene né dalla geopolitica, né dai droni e neppure dalle diplomazie. La speranza che il petrolio, che è stata la fortuna e la sfortuna di quei popoli, sia destinato a non essere più ciò che fa - letteralmente - girare il mondo. Ed è una speranza concreta. Secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia (Iea), trent'anni fa l'economia globale consumava poco più di 3 milioni di tonnellate equivalenti di greggio all'anno; oggi, meno di 4 milioni. La domanda di greggio è aumentata del 20%; nel frattempo la dimensione dell'economia mondiale è cresciuta di quattro volte. Grazie ad una maggiore efficienza e all'inizio di una rivoluzione tecnologica - quella solare - che deve ancora dare i suoi frutti migliori e che ci porterà in un mondo nel quale, teoricamente, ognuno potrà produrre energia. Contemporaneamente, gli Stati Uniti sono diventati il primo produttore di petrolio e ne sono esportatori netti. In un mondo senza più la dipendenza dall'oro nero, i dittatori perderanno forza e, persino quelle crisi senza fine perderanno, definitivamente, senso.
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