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Gli (scarsi) effetti economici della crisi Usa-Iran

L'economia di Teheran Ŕ debolissima e la popolazione Ŕ in rivolta contro il regime.

Fabrizio Galimberti 08/01/2020

Gli (scarsi) effetti economici della crisi Usa-Iran Gli (scarsi) effetti economici della crisi Usa-Iran L’assassinio di Qassem Soleimani, il potente generale iraniano ucciso a Baghdad da un missile Usa, non sarà una nuova Sarajevo. Secondo molti, questo fatto di sangue preoccupa, perché – qualcuno ha detto – è come una ‘dichiarazione di guerra’ all’Iran, e, anche se non può trattarsi di vera guerra, viste le sproporzioni fra le forze in campo, può inaugurare una stagione di rappresaglie e attentati capaci di destabilizzare le economie, sia con gli effetti diretti sulla fiducia che con quelli indiretti sul prezzo del petrolio. Ci sono due modi per guardare alle conseguenze per l’Italia. Il primo è considerare i legami (economici) diretti fra Italia e Iran che ha una presenza nelle notizie del mondo molto più grossa – a causa degli accordi sul nucleare, del petrolio e delle sanzioni – di quanto giustificato dalla sua stazza economica.
 
L’economia dell’antica Persia è più piccola di quella del Belgio, e i legami commerciali con l’Italia sono modesti. Le esportazioni italiane verso l’Iran sono solo lo 0,4% del totale del nostro export di beni (e l’uno per mille del nostro Pil); le importazioni – per nove decimi petrolio – solo lo 0,8% del nostro import di beni. Anche se è vero che questi piccoli numeri sono dovuti alle sanzioni che ostacolano gli scambi, rimane il fatto che la modestia degli scambi dura da tempo ed è già inglobata nello status quo. L’economia iraniana è in crisi: le stime del Fondo monetario per il 2019 danno un Pil in crollo: -9,5%, dopo un -4,8% nel 2018. E se, come diceva Cicerone, ‘Nervos belli, pecuniam infinitam’, agli iraniani non conviene lanciarsi in guerra. 
 
Il secondo modo per guardare alle conseguenze si rifà a quanto detto più sopra: rappresaglie e attentati capaci di destabilizzare l’economia mondiale e i mercati del petrolio. Per valutarne probabilità e impatto bisogna partire da una semplice considerazione. Cosa pensano gli iraniani dell’uccisione di Soleimani? Le reazioni ufficiali sono, naturalmente, feroci, e le folle oceaniche al funerale sembrano suggerire un vasto consenso popolare. Ma un bel servizio della BBC enumera le tecniche del regime per mettere assieme le folle. E non è passato molto tempo da metà novembre, quando le manifestazioni di piazza contro il regime, innescate dal forte aumento della benzina, hanno tracimato in decine di città e hanno portato a scontri con le forze dell’ordine con centinaia di morti fra i manifestanti. L’orgoglio nazionale c’è ma in fin dei conti gli iraniani sono più preoccupati dell’inflazione – superiore al 30% - e del tenore di vita in discesa. In conclusione, gli effetti sul petrolio saranno modesti e le rappresaglie si esauriranno presto.
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