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Aggregazioni di banche in trappola

L'incompleta unione bancaria frena le possibili fusioni nazionali ed europee

Marcello Messori 22/11/2019

Aggregazioni di banche in trappola Aggregazioni di banche in trappola Negli ultimi anni, il settore bancario europeo ha aumentato la capitalizzazione e ha ridotto la rischiosità degli attivi. Questi risultati sono stati anche il frutto di una regolamentazione europea sempre più accentrata e stringente. Eppure, ciò non è bastato per approdare ad assetti di business profittevoli e a un mercato integrato. Nonostante le recenti timide aperture, l’unione bancaria resta incompleta e la gestione delle eventuali crisi bancarie pervasa da difformi norme nazionali; d’altro canto, i nuovi modelli di attività delle banche europee sono troppo incompiuti per risultare profittevoli e per trarre vantaggio dalla concorrenza tecnologica.
 
Il superamento di tali deficienze sarebbe facilitato dal realizzarsi di processi di aggregazione bancaria a livello nazionale e, ancor più, a livello transfrontaliero. Il rischio è, però, di rimanere intrappolati in un circolo vizioso: un rapido consolidamento bancario europeo spianerebbe la strada all’integrazione dei mercati e alla costruzione di regole comuni; al contempo, mercati integrati e regole condivise sono una solida base per aggregazioni bancarie di successo. Per sfuggire a questa trappola e al connesso rimpallo di responsabilità fra attori di mercato e regolatori, occorre progredire con paziente determinazione su ambedue i versanti. Ciascuna banca europea deve sfruttare le possibili opportunità di aggregazione, senza ingigantire le difficoltà ma senza sacrificare a priori le sue fonti di profittabilità per diventare una preda più appetibile; e i regolatori devono proseguire nell’accidentata costruzione di un “campo di gioco” integrato e caratterizzato da regole comuni. Solo la combinazione fra tali graduali progressi potrà aprire quella stagione di aggregazioni bancarie, nazionali ed europee, che appaiono un ingrediente essenziale per l’apertura dei mercati finanziari e per la realizzazione di un sostenibile sviluppo economico europeo. 
 
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