Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Clima, il ruolo assente della finanza

Le tecnologie sono disponibili, ma occorre pi¨ impegno di Stati e mondo economico

Pia Saraceno 19/11/2019

 Clima, il ruolo assente della finanza Clima, il ruolo assente della finanza Il Word Energy Outlook all’appuntamento autunnale aggiorna i possibili scenari del futuro energetico del mondo al 2040. Nel primo, a politiche attuali, le emissioni energetiche raggiungerebbero i 43,5 Gt contro i 33 del 2018. Nel secondo, le politiche annunciate nell’accordo di Parigi ridimensionerebbero l’aumento a “soli” 36Gt: aumento della popolazione e crescita dell’economia globale controbilancerebbero gli effetti del miglioramento tecnologico, facendo mancare gli obiettivi dei SDG (Substainable Development Goal) sia in termini di riduzione della povertà energetica che di contenimento dell’aumento delle temperature. C’è bisogno di nuove politiche; lo sviluppo tecnologico è promettente, ma richiede di far pagare alle fonti più inquinanti il danno ambientale, con effetti distributivi rilevanti rispetto alle distorsioni create dal sistema dei prezzi attuale.
 
Il rapporto si conclude con due considerazioni. In questi anni ci sono state profonde trasformazioni nel modo di produrre e utilizzare energia: il percorso per raggiunge lo scenario più desiderabile è dunque ambizioso, ma non impossibile. Richiede però la capacità di formare il nostro destino energetico (e quindi climatico) con azioni per il governo delle risorse comuni. Segnali non ambigui sono indispensabili da parte degli Stati per mobilitare la ricerca e le risorse finanziarie. Il processo potrà subire un' accelerazione solo se anche il sistema finanziario darà il giusto peso al rischio climatico. Qualche timido segnale viene dall’Europa: la Bei ha annunciato che dal 2021 non finanzierà più progetti petroliferi, nel gas e nel carbone, e i progetti che genericamente fanno male all’ambiente (ovviamente una definizione più precisa del significato da dare a questo annuncio è necessaria). La Bei continuerà però a sostenere i progetti di “Common Interest”: al momento più di 50 progetti a gas sarebbero eleggibili. Quanti se ne aggiungeranno nel frattempo? La dipendenza europea dalle fonti fossili durerà ancora molto a lungo.
Altre sull'argomento
L'offensiva verde dell'Europa
L'offensiva verde dell'Europa
Mentre a Madrid Ŕ partito il summit ONU sul clima Cop25
 Cop25, a Madrid la conferenza sul clima con 196 Paesi
Cop25, a Madrid la conferenza sul clima con 196 Paesi
Guterres: Vicini al punto di non ritorno
Che errore ignorare il futuro
Che errore ignorare il futuro
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.
Donato Speroni 20/11/2019 10:10
Grazie dell0'interessante pezzo. Per˛ non Ŕ il worldeconomic outlook ma il world energy outlook, vedi https://asvis.it/home/46-4793/questa-settimana-il-pesante-impatto-della-crisi-climatica-sul-nostro-paese#.XdUCzb97mCQ