Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Divergenze e rassicurazioni dalla Ue

Le differenze su andamento di crescita e debito non porteranno a richieste di modifiche della manovra

Sergio De Nardis 08/11/2019

Divergenze e rassicurazioni dalla Ue Divergenze e rassicurazioni dalla Ue La previsione macroeconomica della Commissione sull’Italia si differenzia da quella del governo sotto due principali aspetti: a) Bruxelles prospetta una quadro 2020 più depresso, sia per una minore crescita reale (il Pil aumenta dello 0,4% a fronte dello 0,6 ipotizzato da governo), sia per una più bassa inflazione (misurata col deflatore del Pil, 0,9% contro 1,3); b) nonostante ciò, la Commissione stima una condizione ciclica dell’Italia normale con un Pil effettivo che avrebbe quasi del tutto azzerato nel 2020 il gap rispetto al Pil potenziale apertosi con le recessioni di 10 e 7 anni fa, mentre, al contrario, per il governo la situazione ciclica è ancora cattiva con una distanza del Pil effettivo dal potenziale che rimane consistente (pari a -1,7%). Gli effetti sui conti pubblici delle divergenze su crescita e inflazione appaiono più contenuti di quel che ci si potrebbe attendere sulla base delle ipotesi standard di elasticità dell’indebitamento al ciclo economico. Pur con una crescita nominale molto più bassa (0,7 punti in meno della previsione del governo), la stima della Commissione del deficit/Pil nel 2020 è solo marginalmente più elevata di quella governativa (2,3% contro 2,2), a parità di ipotesi circa la spesa per interessi (la cui incidenza è praticamente identica per i due previsori).
 
Nonostante il divario contenuto sul saldo nominale emergono differenze tra Commissione e governo che sembrano prefigurare violazioni di regole. Esse riguardano: a) il saldo strutturale e l’entità della sua riduzione non rispettata secondo Bruxelles dal programma italiano (pur se sul filo dei decimali, considerando la richiesta di flessibilità), a motivo della divergenza sulle stime dell’output gap; b) la dinamica della spesa pubblica primaria probabilmente fuori linea rispetto al benchmark; c)il debito pubblico, supposto dal governo in lieve discesa in rapporto al Pil nel 2020 e visto ancora in salita dalla Commissione. Le distanze quindi ci sono eppure Moscovici rassicura che non vi saranno richieste di modifiche o di apertura di procedure, grazie al proficuo rapporto con l’Ue instaurato dall’attuale governo. Si spera che ciò incida sui mercati, anche perché il bonus iniziale indotto dal mero cambio di maggioranza si è completamente esaurito e sono riprese le fibrillazioni su titoli di stato italiani. Intanto è da evidenziare ancora una volta che la politica in Europa conta, cosa che il precedente governo aveva programmaticamente (e autolesionisiticamente) del tutto trascurato. 
Altre sull'argomento
Salvataggi inutili e costosi
Salvataggi inutili e costosi
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
L'Europa ci rimanda a primavera
L'Europa ci rimanda a primavera
Manovra a rischio di "deviazione significativa" dal Patto di stabilitÓ ...
Mes, polemiche politiche e rischi da evitare
Mes, polemiche politiche e rischi da evitare
Collegare il negoziato al completamento dell'Unione bancaria per non ...
Difficile immaginare la Lega nel Ppe
Difficile immaginare la Lega nel Ppe
Sulle ipotesi di adesione pesano le differenze dei valori fondativi
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.