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Tlc, urgente decidere sulla rete unica

Anche se l'integrazione delle infrastrutture di Tim e Open Fiber pone molti problemi

Maximo Ibarra 05/11/2019

Un cavo in fibra ottica Un cavo in fibra ottica Il ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli ha dichiarato che, se la rete tlc fissa fosse stata pubblica, probabilmente non avremmo accumulato il ritardo che scontiamo oggi in Italia. La situazione attuale non sembra dunque essere stata la più efficace nell'offrire un'infrastruttura di Tlc a banda ultralarga per le esigenze del Paese. Il dibattito è sempre lo stesso da ormai molti, troppi anni. La fotografia attuale è la seguente: Telecom Italia (Tim) e in misura minore altri operatori garantiscono una copertura in Fttc (fibra fino all'armadietto di strada, con ultimo tratto, fino alle abitazioni, ancora in rame) sufficientemente ampia, ma non dappertutto.
 
Si parla di velocità medie reali intorno ai 50/100 megabit, ancora sufficienti per le esigenze attuali delle famiglie, ma non in prospettiva. La vera fibra ottica, quella del cavo che arriva nelle case, è ancora insufficiente: circa il 30% delle abitazioni, anche se per fortuna in rapida crescita nelle aree più urbanizzate (le cosiddette aree A e B), grazie prevalentemente a Open Fiber, la joint venture Cdp-Enel, che ha un modello di business esclusivamente wholesale: offre i collegamenti a tutti gli operatori che ne facciano richiesta.
 
Si procede insomma in ordine sparso, col risultato che in ampie zone la banda ultralarga è ancora un sogno e il digital divide, anziché essere colmato, tende ad allargarsi. Il single network è considerato un acceleratore di sviluppo della rete in fibra, vista la necessità di forti economie di scala per rendere gli investimenti più efficienti. Il problema reale è come implementarla visto che, per tanti anni, chi avrebbe dovuto e potuto realizzarla non lo ha fatto. Mettere insieme l'infrastruttura in rame di Tim e quella in fibra di Open Fiber pone diverse domande. Chi guiderà e finanzierà il suo sviluppo? Quale sarà il ruolo di Cdp e di altri potenziali investitori infrastrutturali che hanno un enorme interesse in reti di Tlc in fibra?
 
Anche il tema Antitrust è molto rilevante, qualora la leadership fosse dell'"incumbent". Se non dovesse realizzarsi la rete unica, c'è il rischio concreto di far accumulare al Paese altro ritardo. Se, invece, il single network nascesse in tempi brevi e con una governance chiara, allora si potrebbe immaginare una vera accelerazione. Non c'è tempo da perdere. Non stiamo parlando, infatti, di uno dei tanti asset strategici del Paese, ma di una tra le più rilevanti infrastrutture sulla quale poggerà la crescita economica e la trasformazione digitale dell'Italia nei prossimi anni.
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