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Sud, piu' che gli investimenti conta l'efficienza

Le ragioni del divario crescente tra Mezzogiorno e Centro-Nord

Giampaolo Galli 05/11/2019

La zona dell'ex Ilva di Taranto La zona dell'ex Ilva di Taranto Il ministro per il Mezzogiorno Peppe Provenzano ha denunciato "decenni di disinvestimento pubblico nel Sud che hanno prodotto, con la sofferenza sociale e l'arretramento produttivo dell'area, un indebolimento dell'Italia nello scenario europeo". La frase è retta da un concetto forte che è quello del disinvestimento pubblico al Sud. Il ministro ha ragione per alcuni versi, ma esagera grandemente il ruolo della quantità degli investimenti pubblici; ciò che conta è la loro qualità ed efficienza. Negli anni della crisi, gli investimenti pubblici al Sud sono crollati, come sono crollati in tutta l'Italia. Dunque, è giusto chiedere che si rilancino gli investimenti pubblici, ma è meno giusto attribuire ad essi l'aumento del divario Nord/Sud che si è registrato in questi anni. I dati sugli investimenti per Regioni sono ricostruiti dall'Agenzia della Coesione Territoriale e partono dal 2000. Ebbene, nella media 2000-2017 la quota del Sud sugli investimenti pubblici italiani è stata del 34,9%. Ma dal 2015 in poi la quota è stata molto più alta, oltre il 40%. E' quindi difficile attribuire a questi dati il fatto che il Pil pro capite del Sud sia sceso al 54,9% di quello del Centro-Nord nel 2017 dal 55,4% del 2014.
 
Si può forse argomentare che nel Mezzogiorno, data la minore dinamicità dell'iniziativa privata, gli investimenti pubblici rappresentano una delle poche ancore di salvezza, cosa che è meno vera al Nord. Ma c'è un contro-argomento: rapportando gli investimenti pubblici al Pil, il rapporto fra Sud e Centro-Nord è quasi di due a uno nella media 2000-2017. Arrivato a 2,24 nel 2017, quando il rapporto investimenti/Pil è stato pari a 0,90% nel Centro-Nord e 2,00% nel Sud. Questi numeri sono entrambi molto bassi e ci dicono che l'Italia ha un problema di scarsità di investimenti pubblici. Ma il problema è più grave al Centro-Nord. Osserviamo inoltre che ciò che conta per la crescita economica è la quantità di investimenti in rapporto al Pil, non alla popolazione. Ed è da quasi 70 anni che, rapportati al Pil, gli investimenti pubblici, e anche quelli complessivi, sono molto più alti al Sud che nel resto del paese. Con tutta evidenza, conta l'efficienza degli investimenti: ed è su questo punto che il ministro dovrebbe spendere le proprie energie.
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