Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

I tassi negativi sui depositi

Un dibattito opportuno su una tendenza che ci accompagnerÓ a lungo

Andrea Battista 14/10/2019

I tassi negativi sui depositi I tassi negativi sui depositi La pubblica presa di posizione dell’ad di Unicredit J.P. Mustier sulla necessità di riversare sulla clientela depositante il costo dei tassi d’interesse negativi ha subito suscitato un acceso dibattito. A mio avviso, comunque la si pensi, il fatto è di per sé positivo. Il fenomeno dei tassi nominali negativi va guardato in faccia in tutti i suoi aspetti e la sua complessità. È un tema intrinsecamente “pubblico”, perché i tassi negativi rappresentano un elemento strutturale di scenario con gigantesche conseguenze distributive.  I tassi d’interesse negativi sembrano qui per restare, sono il c.d. new normal. I tentativi di invertire la marcia si sono bruscamente fermati. È questa l’evidenza degli ultimi mesi in Europa e forse anche degli ultimi anni in USA, dove pure i tassi negativi sono stati sfiorati ma non raggiunti, almeno sotto il profilo nominale. Se poi vogliamo essere più sofisticati e ragionare in termini di aspettative, basterà dare un’occhiata al mercato dei futures sui tassi medesimi, che segnalano valori negativi per molti anni a venire.
 
Le perplessità sono diffuse, la terrà è incognita come ha ammesso anche di recente lo stesso Draghi. Può piacere o meno ma l’evidenza appare netta. Quindi il tema non può e non deve essere eluso e lo sviluppo di un dibattito pubblico senza tabù e pregiudizi è inevitabile e fondamentale. Il problema non è se sia giusto o sbagliato far pagare sui depositi ai clienti – risparmiatori o imprese che siano – un tasso negativo. Sarà in ogni caso il mercato a premiare o punire le scelte di business, che saranno presumibilmente diverse da banca a banca o almeno declinate in modo variegato (la soglia per far scattare il pagamento degli interessi non deve necessariamente essere di 100 mila euro e il dato è stato subito precisato al rialzo). Non è però logico che un fatto epocale quale lo stabilizzarsi di tassi nominali negativi nel sistema europeo possa vedere soggetti esclusi per definizione e aprioristicamente da questa dinamica, con il rischio tra l’altro di ridurre gli effetti di trasmissione per cui queste politiche monetarie non convenzionali sono state definite e assunte.
 
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.