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Manovra ancora indefinita

Sentiero strettissimo dopo l'annullamento degli aumenti Iva

Stefano Micossi 04/10/2019

Manovra ancora indefinita Manovra ancora indefinita Ho letto in cerca di lumi sulla politica economica del governo il documento cd. Nadef – la nota di aggiornamento del Def – e ho scoperto che … non c’è nulla da scoprire. La politica di bilancio è ancora indefinita, per ora appesa alla richiesta di flessibilità da Bruxelles (15 miliardi di maggior deficit rispetto agli andamenti tendenziali) alla lotta all’evasione (7,5 miliardi? Ma mi faccia il piacere, avrebbe detto Totò) e a 4 miliardi da minori oneri d’interessi sul debito pubblico (qualcuno vaneggia 6 o anche 7). In realtà, nel momento in cui si è deciso di non fare scattare le clausole di salvaguardia Iva, la partita è già compromessa, perché non resta alcuno spazio per interventi significativi sulla crescita, né sugli ambiti di maggiore criticità della spesa pubblica (scuola, sempre sacrificata, e poi sanità e sicurezza). Sul cuneo fiscale, purtroppo va già in scena il solito spettacolino: i soldi devono andare ai lavoratori, non alle imprese, e comunque saranno briciole. Sulla sanità siamo al ticket progressivo, un mostro logico e pratico che darà anch'esso solo spiccioli. Per le tax expenditures si vogliono ridurre le detrazioni fiscali ambientalmente dannose, principalmente si tratta dei carburanti; immagino che ai camionisti e agli agricoltori andrà a spiegarlo il ministro Costa. E poi, chiacchiere in libertà. Qualcuno vuole ridurre l’aliquota super-ridotta dell’IVA (che è del 4%),  o aggiungere altri beni alla lista cui si applica quell’aliquota. Non sanno che quell’aliquota di applica a una lista tassativa di beni inclusi in un allegato alla direttiva europea, che può essere modificato solo con voto unanime del Consiglio dell’Unione.
 
Si delinea qualcosa che assomiglia al sentiero stretto della scorsa legislatura. Negoziamo tutto lo spazio di bilancio disponibile, rinviando la riduzione del debito agli anni successivi. Usiamo quello spazio per distribuire un po’ di soldi a destra e manca, per tenere insieme la coalizione. Poi, ex-post registriamo che abbiamo sfondato, ma solo un po’. E ricominciamo, mentre il rapporto Debito/PIL continua ad aumentare e l’economia continua a ristagnare. Gualtieri, uomo di grande qualità, è nuovo a questo gioco: speriamo che si ribelli.
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