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La pedagogia dei tassi zero

Sempre pi¨ difficile per i risparmiatori ottenere rendimenti soddisfacenti

Andrea Battista 02/10/2019

Titoli di Stato Titoli di Stato Non ci sono ormai più molti dubbi che i tassi zero, ovvero negativi, potrebbero connotare una vera e propria epoca. I tentativi di exit sono per ora divenuti ovunque rapide marce indietro, sia in Usa che ancor più in Europa, per non parlare del Giappone, come qualcuno aveva intuito già qualche tempo fa. Se così è, interrogarsi sulle conseguenze sistemiche di lungo periodo è naturale e doveroso. Bolle finanziarie, difficoltà di remunerare adeguatamente il risparmio di lungo periodo, effetti distributivi di stampo regressivo, progressiva inefficacia della politica monetaria sono gli elementi ormai identificati e che gli economisti approfondiranno. V'è una conseguenza meno ovvia che andrà però esaminata: l'aumento del peso specifico dell'educazione finanziaria.
 
Nel mondo dei tassi zero il tema non è più quello di ottimizzare i rendimenti, è facilissimo perdere soldi, al limite senza rendersene conto più di tanto per la solita illusione monetaria. Le fonti di rendimento sono ormai appannaggio di strumenti complessi, come il Private debt, tanto per portare l'esempio di uno strumento a rischio non estremo. Comunque ci si dovrà presumibilmente muovere nel sempre più complesso mondo dell'illiquido. Questi strumenti richiedono in genere - anche solo per essere presi in considerazione e superficialmente compresi - una conoscenza di base non banale, oltre che soglie minime di ingresso.
 
Secondo le normative in vigore risultano in genere non adeguati al risparmiatore medio, forse neanche al segmento medio-alto. La buona consulenza può certo aiutare, ma come sempre non sostituirsi alla comprensione e alla conoscenza diretta. Questa dinamica naturalmente è un fattore regressivo per la distribuzione del reddito, come avvenuto per l'incrememento del valore degli asset indotto dal calo dei tassi. Con una differenza importante: quest'ultimo effetto è tendenzialmente una tantum, il fattore education è ricorrente e strutturale. La conoscenza appare dunque sempre più una determinante di fondo della diseguaglianza, in finanza come nel mondo dell'economia reale. Nell'era dei tassi zero, educarsi ed educare finanziariamente è una strada senza alternative, almeno per limitare effetti così radicali e potenti.
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