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Quando la Bce e' costretta a fare la supplente

L'inflazione Ŕ ancora al di sotto dell'obiettivo vicino al 2%

Andrea Boitani 16/09/2019

La sede della Bce La sede della Bce La manovra monetaria espansiva della Bce di Mario Draghi ha trovato il prevedibile malumore dei “falchi” del Nord (il tedesco Weidmann, l’austriaco Holzmann e l’olandese Knot). Le ragioni dietro le loro critiche sono sbagliate. Non è vero che la situazione economica dell’Eurozona non sia preoccupante e ancor più lo è quella tedesca. E non è certo frutto di ossessione constatare che l’inflazione all’1% è molto al di sotto dell’obiettivo (vicino al 2%). Resta da chiedersi, dunque, non se la mossa della Bce fosse giustificata, ma se abbia prospettive di efficacia. E qui i dubbi ci sono. Perché dopo quattro anni di Qe (dal 2015 a fine 2018) l’inflazione è rimasta molto inferiore all’obiettivo, nonostante la dinamica dei salari monetari e la crescita degli anni passati. Non sembra che tassi reali più negativi siano in grado di stimolare più di tanto gli investimenti reali, potendo peggiorare ancora i margini di interesse delle banche e impattare negativamente sull’offerta di credito, già poco stimolata dalla domanda e frenata dalle regole sul capitale e sullo smaltimento degli Npl. La liquidità sovrabbondante può inoltre prendere la strada dell’investimento finanziario e del riacquisto di azioni proprie da parte delle imprese e spingere le famiglie (che se lo possono permettere) a risparmiare ancora di più per compensare i rendimenti negativi.
 
Draghi, nella conferenza stampa del 12, ha insistito sulla necessità di politiche di bilancio espansive da parte dei governi che abbiano spazio fiscale per attuarle: guarda caso i governi dei paesi dove volteggiano i falchi. Insomma, sembra quasi che il Presidente della Bce abbia deciso la sua mossa, pur senza grandi speranze, costretto alla supplenza. C’è solo da augurarsi una resipiscenza di governi e Commissione, magari con il lancio di un serio e cospicuo piano di investimenti per lo sviluppo sostenibile, con l’introduzione di una golden rule per gli investimenti “verdi” e con l’uso per investimenti delle risorse rivenienti dalla minor spesa per interessi. Credo che, in queste condizioni, la Bce smetterebbe presto e volentieri di fare la supplente.
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