Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Draghi, i tedeschi e noi

La ricetta del presidente Bce per scongiurare la recessione

Sergio De Nardis 13/09/2019

Draghi, i tedeschi e noi Draghi, i tedeschi e noi Draghi chiede che la politica fiscale diventi il principale strumento per il sostegno della domanda in Europa. Ha del clamoroso una simile affermazione in bocca a un banchiere centrale, ma è evidente che la politica monetaria non ce la fa da sola, pur con tutti gli strumenti messi in campo, a sospingere adeguatamente l’area euro. Un’espansione fiscale potrebbe poi aiutare la BCE nella realizzazione del suo mandato (inflazione al 2%), ridandole quell’efficacia nel perseguire gli obiettivi di stabilizzazione macroeconomica dell’area euro che ha perso da tempo. Draghi è anche chiaro su chi dovrebbe fare da guida in quest’azione: i paesi che hanno spazio fiscale, Germania in primis, devono adottare misure di stimolo efficaci e tempestive. Vorrà la Germania venire incontro a un simile invito? Si vedrà nelle prossime settimane. Certo è che una delle condizioni poste da Draghi, tempestività, è già venuta meno ed è lecito avere dubbi sull’adeguatezza della dimensione di un eventuale intervento espansivo.
 
Il presidente BCE ha indicazioni anche per gli altri paesi. Quelli ad alto debito, Italia in primis, devono perseguire politiche fiscali prudenti, ma lasciando operare gli stabilizzatori automatici. Ovvero, traducendo, senza contrastare i peggioramenti di deficit indotti dalla stagnazione/recessione. Venendo quindi ai problemi concreti di preparazione del bilancio, la domanda è quanto della riduzione del deficit/PIL dal 2% all’1,6% che si realizza, a legislazione vigente, tra il 2019 e il 2020 è dovuto al contrasto degli stabilizzatori automatici e non andrebbe, nello schema Draghi, realizzata. Difficile dirlo, data l’incertezza sull’ampiezza dell’output gap. Sembra tuttavia difficile che la semplice applicazione della regola-Draghi possa consentire di portare il deficit/PIL 2020 molto oltre il 2%. Saranno d’accordo i nostri governanti? Dovrebbero, se fossero certi che la Germania è pronta a svolgere il suo ruolo.
Altre sull'argomento
Agenda della settimana
Agenda della settimana
Oggi vertice di maggioranza sulla manovra. Domenica si vota in Umbria
La forza perduta dell'Europa
La forza perduta dell'Europa
ůfra crisi internazionali e secessioni
Il grande assente nella Nadef Ŕ il piano antidebito
Il grande assente nella Nadef Ŕ il piano antidebito
E manca ancora la Centrale unica di progettazione per accelerare gli ...
Agenda della settimana
Agenda della settimana
Inizia il confronto sulla manovra.
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.