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Legge di bilancio, botte piena e moglie ubriaca

Le contraddizioni delle misure economiche proposte dalla maggioranza

Riccardo Illy 31/07/2019

Legge di bilancio, botte piena e moglie ubriaca Legge di bilancio, botte piena e moglie ubriaca La legge di bilancio 2020 si presenta particolarmente ostica per la concomitanza, da tempesta perfetta, di diversi fattori negativi. A fronte del debito/Pil europeo più elevato dopo quello greco, l’economia italiana si trova, dopo una breve recessione, in stagnazione. Nel 2020 scatterà automaticamente, salvo reperire i 23 miliardi necessari a sterilizzarlo, l’aumento delle aliquote Iva previste dalle clausole di salvaguardia; secondo alcuni l’effetto negativo sui consumi sarebbe grave e rischieremmo di tornare in recessione. La Commissione europea uscente ha appena archiviato la procedura di infrazione per debito eccessivo nei nostri confronti; la prossima Commissione non sarà certamente più tenera nell’imporre il rispetto degli impegni presi. Ricordando che la nostra spesa pubblica, al netto di quella previdenziale e per interessi, è già la più bassa fra i paesi europei, quindi difficilmente comprimibile se non tagliando ulteriori servizi ai cittadini, risulta chiaro che non c’è spazio per accogliere nel bilancio le richieste dei partiti di maggioranza. In particolare quella della Lega di introdurre la flat-tax in misura così significativa da creare uno “shock fiscale” che, contrariamente al parere di molti autorevoli economisti, dovrebbe stimolare la crescita del Pil.
 
Il Governo in carica ci ha già abituato alle sue contraddizioni, come quella fra reddito di cittadinanza e riduzioni delle imposte. La prima volta a redistribuire, la seconda a ridurre ciò che si vorrebbe distribuire. Ma le contraddizioni sono anche interne ai singoli partiti; infatti la Lega ha finora ottenuto l’introduzione di quota 100, a parziale modifica della riforma previdenziale. Misura che, stante la continua crescita dell'aspettativa di vita e la vigenti aliquote previdenziali più alte al mondo, non può essere finanziata che con la fiscalità ordinaria. Ma la flat-tax oggi invocata andrebbe a ridurre, significativamente secondo i voleri del Vicepremier Salvini, proprio le entrate da fiscalità ordinaria; per quadrare i conti rimarrebbe solo l’aumento del deficit (e quindi del debito). Anche questa misura solo teorica perché né la Commissione Ue né i mercati ce la permetterebbero. In ogni caso, delle due l’una; o la Lega rincorre la riduzione del carico fiscale applicando il rigore nella spesa, inclusa quella previdenziale, o rincorre costose misure pseudo-sociali come quota 100, in questo caso compensandone i costi con una fiscalità più pesante. L’utopia della botte piena e della moglie ubriaca non regge a lungo.
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