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L'eredita' "ristretta" di Draghi a Lagarde

Ci sono pochi margini per nuove politiche monetarie espansive

Marcello Messori 30/07/2019

L'eredita' L'eredita' "ristretta" di Draghi a Lagarde Nelle sue ultime uscite pubbliche, Mario Draghi ha tratteggiato le prossime strategie della Banca centrale europea (Bce) e ha prospettato rilevanti interventi di politica monetaria che potranno trovare un concreto avvio negli ultimi mesi del suo mandato ma che porranno anche pesanti ipoteche sulle scelte del suo successore, Christine Lagarde. Date la sensibilità istituzionale dell’attuale presidente della Bce, la sintonia più volte manifestata nei confronti del suo successore in quanto presidente del Fondo Monetario Internazionale, gli orientamenti espressi dalla stessa Lagarde su temi di politica monetaria, è pressoché scontato che i ‘messaggi’ di Draghi siano stati preventivamente condivisi con la prossima presidente della Bce. Il che è rilevante perché induce a credere che, anche nei prossimi otto anni, la Bce continuerà a svolgere il ruolo disegnato da Draghi: pieno rispetto del mandato senza, per ciò, rinunciare all’attuazione di strategie che si sono rivelate innovative e decisive per permettere all’euro-area di superare fasi molto difficili. 
 
Questa ragionevole e positiva aspettativa non deve, tuttavia, nascondere le insidie che Lagarde dovrà fronteggiare. Come è emerso dagli esiti della recente riunione della Bce, i margini per il rafforzamento di politiche monetarie espansive non-convenzionali sono molto ristretti: la ‘scarsità’ dei titoli tedeschi e di quelli di altri stati-membri ‘centrali’ dell’euro-area limita il rilancio del QE lungo il solco del 2015; l’inadeguata profittabilità media delle banche europee sconsiglia ulteriori e generalizzati abbassamenti dei tassi di interesse sulle riserve presso la Bce; i divari fra gli insufficienti tassi di inflazione nel consumo e i rischi di ‘bolla’ finanziaria ostacolano acquisti azionari diretti; il rallentamento economico limita i potenziali impatti espansivi di nuovi stimoli alle banche (T-LTRO). Ne deriva che la vera scommessa vincente dipende dalla capacità della politica monetaria della Bce di stimolare politiche fiscali nazionali espansive nei paesi con bilanci pubblici robusti. Draghi ha sostenuto per anni la centralità di tale punto; le competenze, accumulate da Lagarde, indicano che anche la nuova presidente della Bce non mollerà la presa.
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