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I benefici di una manovra sull'Iva

Tria d'accordo con Visco: rimodulare le imposte sui consumi per ridurre quelle si redditi

Riccardo Illy 19/07/2019

I benefici di una manovra sull'Iva I benefici di una manovra sull'Iva Nei recenti incontri con la Commissione Ue il Ministro Tria si è dichiarato favorevole a sostituire l'imposizione sui redditi con quella sui consumi. Sì è cioè detto favorevole a una qualche forma di flat tax, o comunque a una riduzione delle aliquote sul reddito delle persone, compensata da un aumento di quelle dell'Iva. Con queste dichiarazioni Tria si è allineato al Governatore della Banca d'Italia il quale in diverse occasioni ha dimostrato un atteggiamento non contrario all'ipotesi di aumento dell'Iva. In uno dei suoi interventi più puntuale sul tema, ha ipotizzato una articolazione delle aliquote che minimizzerebbe l'impatto sui prezzi, massimizzando le entrate; riducendo evasione e elusione fiscali. Con la soluzione proposta da  Visco verrebbe eliminata alla radice la possibilità per le imprese di arbitraggio tra aliquote diverse, con grande beneficio per l'erario e modesto impatto sui prezzi. 
 
Se Tria riuscisse a realizzare questa proposta, i benefici sarebbero molteplici e gli effetti collaterali minimi. L'aumento dell'Iva come suggerito da Visco genererebbe un aumento significativo delle entrate che consentirebbe di ridurre le aliquote Irpef (con uno sperabile effetto di aumento dei consumi), ridurrebbe l'evasione fiscale, stimolerebbe i consumi di beni nazionali rispetto a quelli importati. Farebbe infine aumentare, anche se in maniera modesta e non tale da deprimere i consumi, l'inflazione; con indiretti benefici per il bilancio dello Stato che vedrebbe maggiormente svalutato il suo debito. Se poi venissero introdotte altre misure di stimolo agli investimenti e alla crescita per le imprese potremmo definitivamente entrare nella spirale virtuosa "meno debito/meno interessi”, nella quale siamo temporaneamente entrati con la recente manovra di assestamento di bilancio. Che ha ridotto lo spread di quasi 100 punti, effetto che rischia però di essere effimero nel caso la legge di bilancio riproponga un aumento di deficit e debito. Una manovra come quella descritta sopra, proposta "spintaneamente" da Tria (pressato dalla Commissione Ue) farebbe bene all'Italia e potrebbe riportarci su un percorso stabile di crescita. 
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