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Il lavoro non ha bisogno di riduzioni di orario

Le cose da fare sarebbero molte altre

Innocenzo Cipolletta 12/07/2019

Un operaio al lavoro Un operaio al lavoro Il presidente dell'Inps Tridico si è detto favorevole a una riduzione dell'orario per favorire una maggiore occupazione. Ma forse non ha letto i dati dell'Istat che testimoniano proprio come in Italia stia aumentando l'occupazione ma si stanno riducendo le ore lavorate. Come mai? La realtà anticipa i desideri? In parte è così, ma tra i due fenomeni (occupazione e ore lavorate) non c'è il legame "logico", ossia si riducono le ore lavorate e di conseguenza aumentano gli occupati. Invece c'è un legame inverso, ossia aumenta l'occupazione "precaria", quella delle persone in attività marginali per poche ore a settimana e quindi si riduce la media delle ore lavorate. In realtà l'Italia ha ancora un mercato del lavoro che funziona molto male.
 
Da un lato ci sono imprese e imprenditori che asseriscono di non trovare i lavoratori necessari, ma in realtà non fanno granché per cercarli o per formarli e preferiscono rubarli ad altre imprese. D'altro lato, i lavori in Italia si trovano solo per raccomandazione e, per chi non ha santi in Paradiso, non resta che rassegnarsi a fare lavoretti occasionali. Poi c'è un sistema scolastico che dialoga poco col mondo del lavoro. Manca del tutto un sistema di collocazione delle persone, mentre si assumono "navigator" precari impreparati e disoccupati che dovrebbero dire ad altri come trovare un lavoro. Non ci sono incentivi a spostarsi dal proprio luogo di residenza per assumere un impiego in altra località. Insomma ci sarebbe molto da fare, tranne che pensare di ridurre l'orario di lavoro che finirebbe per accentuare le contraddizioni del nostro mercato del lavoro.
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