Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Valute digitali e banche centrali

E' giusto superare il monopolio dell'emissione di moneta

Andrea Battista 05/07/2019

Valute digitali e banche centrali Valute digitali e banche centrali Non c’è dubbio che l'iniziativa di Facebook - denominata Libra - rappresenti un passo potenzialmente importante: lo sarà davvero se riuscirà ad innovare la complessa catena del valore del sistema dei pagamenti. Lo sviluppo delle criptovalute – o meglio delle valute digitali - sembra essere stato sinora limitato da due fattori: l’opacità (chi c’è dietro il bitcoin e quali capitali vi convergono) e la volatilità (le valute digitali sono un asset che fluttua in misura tale da non poter svolgere l’ineludibile ruolo di riserva di valore). Col duplice scopo di aumentare la trasparenza e soprattutto azzerare o quasi la volatilità, Libra inserisce nel processo uno “spesso” e articolato strato di organizzazione e cooperazione tra i numerosi attori che sono comparsi nel mondo degli strumenti di pagamento, dalle carte di credito ad Applepay. Sia la prevista riserva a garanzia – costituita da attivi a basso rischio denominati nelle principali valute - sia la piena convertibilità dovrebbero garantire la stabilità di Libra e rappresentano un meccanismo di cooperazione col sistema tradizionale.
 
Solo le scelte delle persone e le evoluzioni del progetto potranno confermare o meno se stiamo davvero parlando di una rivoluzione epocale o almeno di una buona idea. Ma uno spettro si aggira per il mondo: l’estensione del monopolio o quantomeno della centralità delle banche centrali anche al mondo delle valute digitali. Lo ha auspicato il presidente Consob Savona nella sua relazione annuale, vi e' tornato per motivi diversi Alessandro Penati sul Sole 24 ore. E’ evidente che non v’è bisogno di nessun utilizzo del potere pubblico di emettere moneta al di fuori dei suoi tradizionali fini istituzionali, fondati in particolare sul garantire con i propri attivi il valore delle passività monetarie, funzione che anche il sistema Libra riconosce esplicitamente.
 
L’idea di banche centrali che emettano valute digitali è persino inquietante, perché significherebbe semplicemente pubblicizzare il nuovo possibile “strato di cooperazione”, lasciando così senza volere campo libero al bitcoin e ai suoi simili come valute digitali private. Dall’altro lato, ciò implicherebbe fare concorrenza al sistema bancario tradizionale e il conseguente potenziale accentramento in un monopolista pubblico delle sue correnti attività. Come si può immaginare che istituti che hanno il monopolio dell’emissione nei rispettivi paesi o aree geografiche possano fare concorrenza al sistema bancario, che in genere vigilano e normano e a cui per legge è vietato ovunque da oltre un secolo emettere moneta? Nel nuovo scenario configurato dalla comparsa di Libra, la funzione auspicabile per le banche centrali appare invece chiara: vigilare in modo coordinato, dettare standard e continuare a mettere a disposizione del sistema dei pagamenti il bene pubblico della fiducia, generato dagli attivi che garantiscono la moneta emessa.
Altre sull'argomento
I rischi della moneta digitale
I rischi della moneta digitale
Il richiamo del governatore Visco
L'Abi ha cent'anni, lunga vita all'Abi
L'Abi ha cent'anni, lunga vita all'Abi
La sua storia dimostra l'importanza dei corpi intermedi di rappresentanza
Adesso ci serve piu' Europa
Adesso ci serve piu' Europa
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.