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Virt¨ private e vizi pubblici

PerchÚ noi italiani, popolo parsimonioso, non ci preoccupiamo del debito pubblico

Nando Pagnoncelli 04/07/2019

Virt¨ private e vizi pubblici Virt¨ private e vizi pubblici L’annoso problema del debito pubblico italiano rappresenta un emblema delle tante contraddizioni della nostra pubblica opinione. Nelle scelte personali e familiari gli italiani da sempre sono considerati parsimoniosi, nella stragrande maggioranza mostrano una elevata propensione al risparmio e sono molto oculati nei comportamenti di acquisto e di consumo. Il rapporto 2018 IpsosAcri sul risparmio degli italiani evidenzia che il 48% dichiara di fare risparmi senza troppe rinunce, il 38% non vive tranquillo se non mette da parte qualche risparmio e solo il 10% preferisce godersi la vita senza preoccuparsi troppo del futuro. Insomma, prevalgono nettamente le formiche sulle cicale, soprattutto quando le prospettive future sono incerte e il risparmio rappresenta una sorta di bene rifugio. I debiti preoccupano, da sempre. 
 
Diverso l’atteggiamento quando parliamo di debito pubblico: innanzitutto poco meno di un italiano su due (47%) ha un’idea corretta di cosa sia, mentre uno su tre (34%) ne è ignaro. Ma è l’atteggiamento di fondo che lascia stupefatti, soprattutto se si considera la lodevole parsimonia nei comportamenti privati: ignoriamo cause e conseguenze del debito pubblico, continuiamo a considerarlo un tema accessorio e non diamo alcun peso al fatto che la crescita del debito si riverserà sulle generazioni future rispetto alle quali la comunicazione politica pure trabocca di stucchevole quanto ipocrita retorica. In epoca di ipersemplificazione della comunicazione basterebbe chiedere agli italiani che berciano contro i mercati e l’Europa che cosa farebbero se dopo aver prestato denaro ad un amico, questi conducesse una vita dispendiosa e chiedesse un ulteriore prestito prima di onorare il debito precedente. Rovesciando il titolo di un famoso film degli anni ’70 del regista Iancso possiamo parlare di “vizi pubblici e virtù private”. In fondo non c’è niente di nuovo: res publica, res nullius si diceva nel diritto romano…
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