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La bomba dell'autonomia regionale

Rischia di aumentare la spesa pubblica e l'irresponsabilitÓ degli amministratori

Innocenzo Cipolletta 25/06/2019

La bomba dell'autonomia regionale La bomba dell'autonomia regionale Mentre si discute di salario minimo e di flat-tax, un’altra bomba sta per esplodere sul sistema economico italiano. Si tratta dell’autonomia regionale differenziata, che finirà per incidere pesantemente sulla capacità di crescita del paese e sulle finanze pubbliche. L’argomento sembra tecnico e relativo solo alla distribuzione delle risorse del paese. Qualcuno continua a credere che, dando autonomia alle regioni più forti, queste faranno da battistrada per soluzioni positive che poi potranno essere estese a tutte le regioni. Ma le cose non stanno così e pochi ne parlano, a parte Gianfranco Viesti che ha denunciato più volte i rischi di questa autonomia. È certo che l’attribuzione di risorse autonome alle regioni ricche sulla base delle “loro” entrate e dei fabbisogni standard porterà a squilibri territoriali che si potranno sanare solo aumentando le risorse anche per le regioni più svantaggiate, con effetti di crescita della spesa pubblica e del disavanzo. C’è poi da considerare l’inefficienza che si produrrà se gestioni importanti, come quelle delle infrastrutture, dell’ambiente, della scuola e altre saranno frammentate in tante singole regioni. Sarà ben difficile portare avanti progetti per il paese. 
 
Ma ci sono altre due problematiche. Si dà autonomia di spesa alle regioni senza dare loro l’onere di tassare i cittadini, dato che le risorse verranno dalla tassazione generale dello Stato. Questo è estremamente pericoloso, perché gli elettori giudicheranno gli amministratori regionali solo sulla spesa ricevuta e non sulla base delle tasse messe da loro. Poi c’è da ricordare che le regioni fin qui sono state istituzioni inefficienti, con costi elevati e un ambito territoriale che non ha senso per molti servizi. La sanità ha senso solo in ambito provinciale, come i trasporti e la scuola ed altri servizi che per i cittadini hanno valenza solo con riferimento a distanze percorribili in tempi limitati. Per il resto, ci sono lo Stato o l’Europa. In realtà, se fossimo stati intelligenti, non avremmo dovuto abolire le province, ma le regioni, quelle a cui qualcuno oggi vuole dare pure maggiore autonomia di spesa. 
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