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Il (difficile) futuro della TV

La sfida delle nuove piattaforme e il consumo dei giovani

Maximo Ibarra 13/06/2019

Il (difficile) futuro della TV Il (difficile) futuro della TV Non so quanti ricordino davvero la TV negli anni 70 e nei primi anni 80, 2 o tre canali di TV lineare con una programmazione piuttosto limitata scandita dai tg, dal carosello pre-serale e dal prime time sovrano dove milioni di italiani subivano il fascino del film o spettacolo del momento. Nella seconda metà degli anni 80 e soprattutto negli anni 90 inizia il primo grande cambiamento, la TV commerciale finanziata dalla pubblicità prende sempre più piede e in alcuni paesi la TV via cavo inizia ad offrire per la prima volta un palinsesto quasi “on demand”. Siamo ancora in uno stadio piuttosto primitivo ma la TV lineare, generalista, non è più la sola protagonista sul mercato. Sono gli anni in cui il VHS e i DVD player hanno ancora un mercato molto ampio e modelli di business alla “Blockbusters” per il noleggio fisico dei film sono quasi l’unica possibilità di avere contenuti video disponibili in qualsiasi momento.
 
Nel primi anni 2000 lo scenario muta direi irreversibilmente, internet inizia a diventare un prodotto di massa e con l’avvento dei social media ed in particolare di youtube accade un fatto inedito: la produzione di contenuti e la loro programmazione sono a disposizione di tutti grazie anche all’innovazione tecnologica nei vari supporti video e all’introduzione degli smartphone.A partire dal 2010 gli eventi accelerano e la TV generalista che resta sempre rilevante in termini di audience e raccolta pubblicitaria soprattutto in paesi come l’Italia, inizia a subire sempre più la concorrenza di modelli di Pay Tv sia su tecnologia satellitare che broadband (in Italia SKY), nonchè l’aggressione da parte di nuovi soggetti “Over the Top” che riescono ad essere ubiqui e ad offrire film, serie tv ed altro su tutti gli schermi smart in modalità streaming sfruttando la potenza del cloud ed offrendo al cliente esperienze di consumo inimmaginabili fino a qualche anno prima. Oggi il panorama è molto frammentato ma chiaro quando si prova a guardare in avanti solo qualche anno. Le media company tradizionali sono in enorme difficoltà, la TV generalista non riesce ad essere più attrattiva nei confronti dei millennials ed è quasi un dinosauro in via di estinzione se si guarda alla generazione Z (i millenials di domani).
 
Film e serie tv di qualità verranno monopolizzate dalle Netflix, Amazon Prime, Disney e chi verrà dopo di loro; i contenuti a canale super specializzato sono e saranno sempre di più nelle mani degli youtuber o dei protagonisti delle app we-chat o tik tok più o meno amatoriali che stanno diventando i veri influencer del nostro pianeta, ed infine la TV generalista che, salvo qualche partita di calcio oppure show alla San Remo, sarà dedicata ad un pubblico sempre più “senior” e quindi neanche molto interessante per i Brand di successo del nostro domani. Per capire il futuro della TV provate soltanto a osservare i nostri adolescenti e la risposta vi sarà immediatamente molto chiara.
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