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Il miliardo del signor Bonaventura

Gli ostacoli per utilizzare i soldi risparmiati dal reddito di cittadinanza per la famiglia

Giulio De Caprariis 10/06/2019

Luigi Di Maio Luigi Di Maio Tra le prime cose da affrontare alla ripresa post elezioni dovrebbero esserci l'approvazione del decreto sicurezza bis e del decreto famiglia, rinviati nell'ultimo consiglio dei ministri. Val la pena però ricordare il problema di copertura degli interventi a favore delle famiglie, sostenuti anche in questi giorni a gran voce da Di Maio, perché mostrano ancora una volta che, divisi quasi su tutto, Lega e 5 Stelle sono unitissimi nello spendere a debito, con coperture finte. Nel caso del miliardo per le famiglie, Di Maio conta di "attingere" alla possibile minor spesa di quest'anno per il reddito di cittadinanza (RdC). Le somme stanziate in bilancio per il RdC si basano su una previsione di prestazioni per un massimo di 1.248.000 nuclei familiari; per stimare che a consuntivo si risparmierà circa un miliardo, l'Inps (a parità di spesa media) implicitamente stima che le prestazioni non saranno più di un milione e centomila. E' però ancora da vedere se effettivamente così sarà.
 
A oggi le domande pervenute sono poco più di 1.200.000 che, al netto di un tasso di respingimento del 25-27%, equivalgono a circa 900.000 prestazioni, una cifra non lontanissima dal milione e cento di cui sopra, con domande ancora in arrivo e promesse del presidente dell'Inps di iniziative volte ad andare a cercare i potenziali beneficiari del RdC. La prima ovvia obiezione del Mef è quindi che non si può indicare ora come copertura una somma il cui esatto ammontare si conoscerà solo nel consuntivo a fine anno. Peraltro, ammesso che questo "tesoretto" si materializzasse a fine anno (a cui si potrebbero aggiungere l'eventuale minor tiraggio di quota 100, pure dato come possibile) è dubbio che potrebbe essere usato automaticamente come copertura del decreto famiglie. La legge di bilancio 2019 infatti stabiliva che eventuali economie "possono" riconfluire nel Fondo Povertà, "assicurando comunque per ciascun anno il rispetto del limite di spesa complessivamente" stabilito appunto per il RdC. Dunque un limite e un "possono" che sottende che tali economie possono anche, per scelta del ministro dell'Economia, essere destinate a riduzione del deficit. Va infatti ricordato che, come regola generale, la spesa corrente non spesa a fine anno, va a risparmio.
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