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Commissione UE severa con l'Italia

Nelle previsioni non tiene conto del rimbalzino del primo trimestre

Sergio De Nardis 08/05/2019

Commissione UE severa con l'Italia Commissione UE severa con l'Italia La previsione della Commissione sulla crescita del PIL italiano nel 2019 (0,1%) coincide praticamente con quella del Governo (0,2%), considerando che la stima di Bruxelles non incorpora i Conti nazionali diffusi dall’Istat la scorsa settimana che hanno rivisto leggermente in meglio il II semestre 2018 e sono stati superiori alle attese per il I trimestre 2019. Vi è, invece, una sostanziale divergenza nel 2020, quando per la Commissione il PIL aumenta di 0,7% senza aumento dell’IVA, mentre per il Governo, che incorpora l’incremento, il rialzo è 0,8%. E’ ipotizzabile che con l’attivazione della clausola IVA, la stima di Bruxelles sul PIL si abbasserebbe a 0,4-0,5%, cioè a quasi la metà della previsione governativa. Per l’assenza della clausola, la previsione della Commissione sul deficit/PIL nel 2020 sale al 3,5%. Con l’IVA la stima del deficit 2020 si abbasserebbe presumibilmente verso il 2,5-2,6% del PIL, un disavanzo cioè più ampio del 2,1% indicato dal governo che risente della più bassa dinamica del PIL nominale rispetto alle ipotesi DEF.
 
Le differenze sul saldo di bilancio strutturale sono ancora più ampie, riflettendo visioni quasi opposte circa la debolezza del ciclo italiano. A dispetto della comune metodologia calcolo, per la Commissione il gap tra PIL effettivo e potenziale si è quasi azzerato, mentre per il governo è negativo di circa l’1,5%: sono due mondi diversi. Nell’insieme, sembra che la Commissione abbia scelto di mantenersi “stretta” nella previsione per l’Italia, non inglobando i dati positivi più recenti per l’anno in corso (anche le stime di occupazione e disoccupazione nel 2019 non sembrano in linea con le informazioni del primo trimestre) e non dando alcun credito agli effetti delle poche misure di stimolo per il 2020. Ne escono stressati i già forti rischi presenti nella finanza pubblica: il debito/PIL è al 135% nel 2020. Il messaggio di Bruxelles è esplicito: anche se vi abbassa la crescita, aumentate l’IVA e portate a risparmio le eventuali minori spese per reddito di cittadinanza e quota 100.
TAG: pilue
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