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Rischiamo il circolo vizioso

Lo scenario del Def, meno crescita e pi¨ deficit e debito possono alimentarsi

Pier Carlo Padoan 10/04/2019

Rischiamo il circolo vizioso Rischiamo il circolo vizioso Il Def ci conferma che il re (si fa per dire) è nudo. La crescita 2019 è prevista al 0.1% che diventa 0.2 se si tiene conto degli impatti delle politiche. Il deficit va al 2,4 rispetto al 2 atteso. Il debito pubblico sale invece di scendere. Nel cammino verso la legge di bilancio 2019 il Governo aveva inizialmente annunciato una crescita al 1.5, poi ridotta all' 1 nel quadro approvato dal Parlamento, un deficit al 2.4 (che nella “notte del balcone” sarebbe stato ripetuto per tre anni, consentendo al Paese di ”sconfiggere la povertà”). Il debito, grazie alla crescita attesa (e una fantasiosa cifra di 18 miliardi di privatizzazioni) sarebbe calato.
 
Queste poche cifre hanno fatto gridare molti commentatori a un “Def vuoto”. In realta il documento ci dice molte cose. Primo. Il Governo sta penalizzando la crescita due volte (al netto delle conseguenze della congiuntura internazionale più debole del previsto). Una prima volta dal momento del suo insediamento quando grazie ad annunci sguaiati e contraddittori ha fatto crollare la fiducia di famiglie e imprese e quindi  la spesa per consumi e investimenti (con conseguenze anche sul lungo periodo). Questo effetto ancora non si è arrestato. Una seconda volta con la legge di bilancio e con questo Def, dimostrando che le misure messe in campo, in particolare quota 100 e reddito di cittadinanza, hanno effetti molto modesti sulla crescita. Questi effetti sono secondo l’Ocse addirittura negativi per quota 100. In una parola, il paese è sull’orlo della recessione e il Governo è senza strumenti per affrontarla. Tutto da valutare l’impatto dei decreti sblocca cantieri e crescita, che contiene misure già introdotte dai governi precedenti e inizialmente rimosse dal “governo del cambiamento”.
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