Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

I veri motori della crescita

Quota 100 e reddito di cittadinanza sono poco efficaci perchÚ aumentano il debito

Riccardo Illy 05/04/2019

I veri motori della crescita I veri motori della crescita Continua la polemica Governo-Ocse sulle previsioni di (de)crescita 2019. Il Premier Conte, dando per scontata la poca memoria dei giornalisti, ha dichiarato che il Governo aveva messo in conto una frenata dell’economia nella prima parte dell’anno e per questo aveva messo in cantiere una serie di misure di stimolo. Peccato che a fine gennaio, solo due mesi fa, avesse dichiarato che “il 2019 sarà un anno bellissimo”; forse si riferiva ai fautori della decrescita (in)felice... Non sappiamo ancora, a parte un’improbabile misura “sblocca cantieri” che non sbloccherà di certo la TAV To-Lione, quali saranno gli stimoli che il Governo, peraltro senza risorse perché già bruciate in reddito e quota 100, proporrà. Quello che sappiamo è che le misure già introdotte per motivi elettorali saranno, nella migliore delle ipotesi, a somma zero. Posto che (fatto quasi impossibile) di 100 euro intascati quale reddito di cittadinanza o pensione anticipata i cittadini ne spendano altrettanti e dal momento che per erogarli il paese si indebitera’, il rapporto debito-Pil non si muoverà di un millesimo. Aumenterà il Pil di 100 e il debito di 100. Le misure che possono fare la differenza sono quelle che producono, nel breve o lungo termine, un effetto moltiplicatore; per le quali lo Stato spenda (e si indebiti) per 100 ottenendo una crescita del Pil superiore a 100. Nel breve termine il risultato può essere ottenuto con incentivi agli investimenti delle imprese come i maxiammortamenti o Industria 4.0. Lo Stato mette l’incentivo, l’impresa mette il resto e l’effetto moltiplicatore è assicurato; la pre-condizione è però che nel paese sia diffuso un senso di fiducia, che ahimè oggi latita. Lo stesso vale per gli investimenti dei consumatori in beni durevoli come case, mobili o automobili.
 
Anche gli investimenti pubblici in infrastrutture possono generare, nel medio termine, un effetto moltiplicatore. Si ottiene subito un aumento del Pil con le opere che vengono realizzate; in seguito, se le opere determinano un aumento di efficienza e competitività del paese, una crescita delle esportazioni e quindi un’ulteriore spinta al Pil. In questo caso la pre-condizione è che le opere, grazie a una normativa snella (come quella spagnola) e a una burocrazia efficace, siano cantierabili in tempi brevi; in Italia, al momento, una chimera. Anche le spese in ricerca e innovazione, che vedono l’Italia fanalino di coda nella Ue, possono produrre risultati significativi nel medio termine. Nel lungo termine, infine, la spesa pubblica con il maggiore fattore moltiplicatore è quella in educazione; si investe in Scuola e Università (il contrario di quanto fatto negli ultimi 20 anni a eccezione della precedente legislatura) e grazie a risorse umane più qualificate migliorerà la loro retribuzione media, il valore aggiunto e la competitività delle imprese. Un esempio illuminante di questa spirale virtuosa è la Corea del Sud. Il problema sta nel fatto che i soldi si spendono oggi e i risultati si vedranno fra vent’ anni. Pochi politici illuminati, in Italia, impegnano risorse pubbliche che non generino risultati entro la legislatura; le altre non portano voti… La maggioranza dei politici nostrani segue alla lettera il pensiero di Keynes che diceva: nel medio lungo termine saremo tutti morti. Non è un caso che siamo il fanalino di coda della Ue anche quanto a educazione; spendiamo la metà in rapporto al Pil e abbiamo la metà dei laureati.
 
Altre sull'argomento
Rottura sfiorata nel governo
Rottura sfiorata nel governo
Braccio di ferro sul Salva Roma e ora Conte dovrÓ ottenere le ...
Il monito del FMI sul debito
Il monito del FMI sul debito
Con le tendenze attuali arriveremmo al 139% del Pil nel 2024
Altro parere
Altro parere
L'Italia ostaggio degli Inganna Popolo
Scambi in stile guerra fredda
Scambi in stile guerra fredda
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.