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Le previsioni-avvertimento dell'Ocse

La stima del 2019 in recessione a -0,2% dovrebbe attivare politiche di risanamento

Innocenzo Cipolletta 07/03/2019

Le previsioni-avvertimento dell'Ocse Le previsioni-avvertimento dell'Ocse L’Ocse fa il suo lavoro e di fronte alla grande incertezza che regna sui mercati ha abbassato drasticamente tutte le previsioni per i paesi industriali relative a questo e al prossimo anno. Per l’Italia si arriva fino a prevedere un calo del Pil (-0,2%) nel 2019 e una lieve ripresa (+0,4%) nel 2020. Difficile dare torto all’Ocse. Nel 2019 stiamo assistendo alle difficoltà della Cina condite dalla guerra commerciale a base di dazi scatenata da Trump. Abbiamo la Brexit che si annuncia disordinata. Abbiamo un rallentamento del commercio mondiale e un forte ritorno a politiche “industriali“ che altro non sono che politiche protezionistiche da parte di quasi tutti i paesi. Come poter immaginare la continuazione della crescita in queste condizioni?
 
Per l’Italia c’è in più una palese crisi politica interna che sta portando alla paralisi, dato che abbiamo un governo bicefalo dove la Lega tira da una parte e il M5S da un’altra, con la conseguenza di bloccare tutto dopo i due provvedimenti simbolo (quota 100 e reddito di cittadinanza) che squilibreranno i conti pubblici e implicheranno nuove tasse o alti tassi di interesse, ovvero entrambe le cose. Ma bisogna anche ricordare che le previsioni degli organismi istituzionali non sono fatte per “prevedere” quello che avverrà, bensì per avvertire che ci sono dei rischi da prevenire. Quindi, se le previsioni dell’Ocse avranno il credito che meritano, allora c’è da augurarsi che i governi (compreso il nostro) mettano in atto politiche e comportamenti per evitare il verificarsi di tali previsioni. È così che le previsioni sono veramente utili: se non si avverano, perché hanno dato luogo a politiche corrette. 
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