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L'etÓ dell'incertezza

Il governo dovrebbe cercare di mitigarla, anzichÚ alimentarla

Riccardo Illy 01/03/2019

L'etÓ dell'incertezza L'etÓ dell'incertezza L’economia non è una scienza esatta. Gli eventi economici sono infatti influenzati da fattori non misurabili, né prevedibili, come le aspettative dei diversi attori. Quello economico è il campo in cui si manifestano più frequentemente le “profezie auto-avverantesi”; quando si crea l’aspettativa di una recessione, questa arriva puntualmente, causata dai comportamenti recessivi di coloro che l’avevano percepita. Il carburante delle aspettative negative, quelle che creano rallentamenti economici, è l’incertezza. Oggi il mondo è cosparso di pericolosi focolai di incertezza; indotta soprattutto dalla politica, ma anche da alcune grandi imprese. Ne citerò alcuni. Le minacce di guerre dei dazi avanzate dal Presidente Trump, stanno rallentando gli scambi commerciali mondiali; la previsione è di un dimezzamento della crescita. La nascita di diversi governi neo-nazionalisti, che mettono in discussione se non rifiutano apertamente i peraltro insufficienti organismi multilaterali, alimentano questo rallentamento. Le guerre civili del sabato in Francia, che secondo molti avrebbero dovuto spegnersi in poche settimane e di cui non si vede invece la fine, penalizzano il commercio e soprattutto il turismo in una delle principali economie europee.
 
Nel nostro Paese le divergenze di opinioni di M5S e Lega e le misure di bilancio approvate, atte a aumentare il debito e i tassi di interesse ma non il PIL, hanno fatto rimandare investimenti già programmati a una moltitudine di imprese. Inoltre nel settore automobilistico lo scandalo del diesel-gate prima, la prematura morte annunciata di quel propulsore (in realtà il meno inquinante se rispettoso delle norme) e la decisione infine di una grande produttore come Porsche di non produrre più modelli diesel ha creato tale sconcerto da indurre milioni di consumatori a rinviare l’acquisto di un auto nuova. Anche perché la successiva generazione di veicoli, quella elettrica, non è ancora pronta in concessionaria e i pochi modelli in circolazione sollevano ancora molti dubbi del consumatore. Anche il settore energetico, con il prezzo di un kw/h prodotto da fonte rinnovabile che oscilla attorno a quello da fonte fossile, vede gli investitori propendere per l’una o l’altra fonte a seconda dell’andamento del Brent. Ritardando la definitiva affermazione delle fonti rinnovabili. Anche gli effetti violenti e repentini dei cambiamenti climatici, talvolta inediti, concorrono ad alimentare il clima di incertezza che non favorisce la crescita economica. In un momento di transizione multipla come l’attuale sarebbe auspicabile che almeno la politica non concorresse a alimentare l’incertezza, semmai contribuisse a ridurla con provvedimenti mitigatori.
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