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Sulla rete in fibra siamo ancora ai titoli

Tim e Oper Fiber discutono ma i nodi da sciogliere sono intricati

Claudio Di Donato 27/02/2019

Sulla rete in fibra siamo ancora ai titoli Sulla rete in fibra siamo ancora ai titoli Nell'intricata matassa delle tlc, l'unico punto fermo è che il mercato, almeno nel medio periodo, non potrà sostenere due reti alternative. Tim e Open Fiber hanno avviato il confronto, ma la rete unica al momento è solo un titolo dietro il quale si nascondono questioni complesse. Tra un'integrazione societaria delle due infrastrutture e forme di cooperazione tra Tim e Open Fiber la differenza è sostanziale. L'ad di Tim Gubitosi si muove su un sentiero stretto, con due azionisti in perenne conflitto (Elliott e Vivendi) e un terzo (Cdp) destinato ad aumentare il peso nell'azionariato e nella governance. L'accordo con Vodafone sul 5G per le antenne mobili è comunque indicativo del pragmatismo del capo azienda dell'ex monopolista. Ma la partita sulla fibra ha ben altra complessità.
 
Nel definire l'assetto delle reti ultraveloci un ruolo decisivo spetta alla politica. Il governo, in particolare il vice premier Di Maio, predica la rete unica per far arrivare la fibra in ogni casa. Ma anche questo è solo un titolo, e anche piuttosto generico. La progressiva convergenza tra fibra e 5G, un contesto normativo orientato alla concorrenza confermato da Bruxelles quando ha imposto l'ingresso di Iliad in Italia per autorizzare la fusione tra Wind e Tre, le complesse scelte tecnologiche sono soltanto alcune delle questioni che non si possono trascurare. La tentazione di riportare sotto l'ombrello pubblico le tlc non appartiene solo all'esecutivo Lega-M5s ma risale al piano Rovati del 2006. Non è chiaro di quali strumenti incentivanti disponga l'esecutivo per realizzare il suo obiettivo senza dimenticare che si tratta di decisioni che riguardano due aziende di diritto privato. Permane invece una fitta nebbia su misure, investimenti e politiche del governo per accelerare la trasformazione digitale del Paese.
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