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Crolla la produzione industriale

Si rischia una nuova recessione con effetti avversi per la finanza pubblica

Sergio De Nardis 11/01/2019

Crolla la produzione industriale Crolla la produzione industriale Il brutto dato sulla produzione industriale di novembre (-1,6% sul mese precedente), preannunciato da quello altrettanto negativo della Germania, indica che la flessione della manifattura, in atto da inizio 2018, è proseguita nell’ultima parte dell’anno. Pur scontando un possibile rimbalzo dell’industria in dicembre, diviene molto probabile che il PIL registri nell’ultimo trimestre 2018 una contrazione che potrebbe risultare anche più forte di quella che ha contrassegnato il periodo luglio-settembre (quando si è ridotto dello 0,1%). Se i dati Istat lo confermeranno, si va dunque verso una nuova recessione dell’economia, la terza in otto anni. Si spera meno intensa e meno lunga delle precedenti. Una flessione che forse potrebbe non essere visibile nei risultati medi annui, ma che interviene su un’economia che non è mai veramente decollata dopo le pesanti flessioni precedenti. Per questo il danno economico e sociale potrebbe farsi sentire di più.
 
Il 2018 potrà ancora chiudersi in prossimità dell’1% stimato dal governo, ma dato il cattivo trascinamento, gli andamenti del 2019 rischiano di essere ben più lenti di quelli programmati (1,1%). E più debole potrebbe, nel quadro congiunturale sfavorevole, risultare anche l’inflazione, con considerevoli effetti avversi per la finanza pubblica così faticosamente portata su una linea di compromesso con la Commissione europea. La contemporanea contrazione dell’economia tedesca indica che non si tratta di una questione solo italiana. Di nostro, però, aggiungiamo una debolezza della domanda interna che ha sofferto per le prolungate incertezze politiche degli ultimi mesi di cui si sarebbe fatto molto volentieri a meno.
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