Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Carige, il dietrofront del governo

Ma restano alcuni punti da chiarire, a partire da quanto costerÓ l'intervento allo Stato

Marcello Messori 08/01/2019

Carige, il dietrofront del governo Carige, il dietrofront del governo In contrasto con quanto dichiarato fino a qualche giorno fa, il governo giallo-verde ha predisposto una rete di salvataggio a favore di Carige. Si tratta di una garanzia statale sia sulle emissioni obbligazionarie della banca che sulle linee di liquidità offerte a Carige dal sistema europeo delle banche centrali; e di un ulteriore impegno per la copertura statale di un’eventuale ricapitalizzazione precauzionale. A prima vista, queste iniziative si pongono nel solco di quanto già realizzato dai precedenti governi nel 2016 e all’inizio del 2017. Di fatto, esse sollevano almeno tre punti ancora da chiarire. Primo: perché possano essere autorizzate dalle istituzioni europee in base alle regole vigenti, le garanzie statali devono riguardare tutte le banche italiane o, almeno, quella parte delle nostre banche che presenta determinate caratteristiche (per esempio, oltre a Carige, la Popolare di Bari).
 
Secondo: una tale estensione delle garanzie comporta una voce di spesa una tantum nel bilancio pubblico, che va specificata nel suo ammontare e che aumenta – ceteris paribus – il debito pubblico italiano. Terzo: come è emerso nel caso delle banche venete, la ricapitalizzazione precauzionale è prevista dalla normativa bancaria europea solo in casi specifici da concordare preventivamente con la Commissione e con altre istituzioni europee. E’ quindi sorprendente che l’informazione, al momento disponibile sul caso Carige, non specifichi né l’aggravio sul debito pubblico italiano né i termini della ventilata ricapitalizzazione precauzionale. Resta poi l’interrogativo se la via scelta dal governo per rafforzare il settore bancario italiano sia la più efficace. Ritengo che incentivi alle aggregazioni bancarie, disegnati in accordo con le istituzioni europee, avrebbero potuto essere meno costose e più incisive.  
Altre sull'argomento
Rischi di recessione e sogni di boom
Rischi di recessione e sogni di boom
Di Maio prevede una crescita basata sulle autostrade digitali, ma la ...
Altro parere
Altro parere
Il timer del carnevale populista
Un'isola alla deriva
Un'isola alla deriva
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Poche protezioni dalla recessione
Poche protezioni dalla recessione
Le legge di Bilancio rischia di accentuare le spinte recessive
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.