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Tutti i numeri dell'Italia 2019

Popolazione stabile e Pil in lieve crescita. E aumenteranno i turisti stranieri

Giuseppe Roma 07/01/2019

Le frecce tricolori Le frecce tricolori Il 2019 si presenta come un anno difficile, per i bruschi cambiamenti previsti a livello nazionale e le incertezze del quadro globale (Brexit, elezioni europee, rallentamento dell'economia internazionale, fine degli interventi Bce, guerra dei dazi). Può essere utile, per questo, evidenziare i punti fermi che caratterizzano l'Italia e la loro prevedibile evoluzione. Le persone costituiscono la risorsa principale di ogni nazione e da qui è opportuno cominciare. Nel 2019 la popolazione italiana resterà stabile, a 60,6 milioni di residenti (eravamo 57 milioni nel 1999 e 59 nel 2009) ma dall'anno prossimo inizierà a decrescere e all'orizzonte del 2025 avremo perso oltre 350mila residenti. Gli over 65 nel 2025 rappresenteranno un quarto della popolazione, con una speranza di vita per i maschi di 82 anni (oggi 81) e per le donne di 86,4 (oggi 85,3). Una stagnazione demografica destinata a incidere pesantemente sui costi del welfare.
 
Nonostante i ritardi, le crisi produttive e il poderoso avanzamento dei paesi emergenti, l'Italia resta fra le prime 10 economie del mondo e anche nel 2019 si collocherà fra 8° e 9° posto a seconda dei risultati del Brasile, nostro diretto concorrente. Non dovremmo, almeno nel 2019, perdere posizioni visto che i paesi che seguono (Canada, Russia e Sud Corea) sono abbastanza distanziati. A meno di shock internazionali, tutti i principali previsori (Ocse, Eurostat, Banca Mondiale) pronosticano per il 2019 un seppur debole incremento del Pil fra 0,8% e 1,2%. A questi ritmi, per raggiungere i livelli produttivi del 2008 avremo bisogno ancora di 3-4 anni. In Europa, la nostra industria (con 300 miliardi di valore aggiunto) si colloca al secondo posto dopo la Germania (773 miliardi) e prima della Francia (285 miliardi).
 
Questa leadership nel 2019 è a rischio in quanto sono presenti segnali di rallentamento sia in termini di ordini che di investimenti. Una conseguenza che potrebbe pesare anche sulle nostre esportazioni, da anni in crescita. Continuerà invece la rilevante espansione del turismo che nel 2017 ha registrato 427 milioni di presenze di cui 212 milioni dall'estero. Si prevede che quest'anno i turisti stranieri aumenteranno del 3-4% con oltre 2 miliardi in più di spesa. Nonostante gli intenti governativi, nel 2019 difficilmente ci saranno significativi miglioramenti sul piano sociale. Dal 2015 al giugno 2018 gli occupati sono passati da 22,5 milioni a 23,2 milioni, tuttavia il tasso d'occupazione, con il 58%, resta il più basso d’Europa dopo la Grecia (53,5%). Per arrivare al livello francese dovremmo aumentare gli occupati di 2,7 milioni, per arrivare alla media europea (67,7%) di 3,8 milioni.
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