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Pensioni senza serenità

“Quota 100” inserirà nel sistema previdenziale forti incertezze

Innocenzo Cipolletta 05/12/2018

Pensioni senza serenità Pensioni senza serenità L’Italia ha il primato della spesa per pensioni in rapporto al Pil, seconda solo alla Grecia. La riforma Fornero è stata necessaria per frenare la crescita che comunque ci sarà ancora nel corso dei prossimi anni. Con quella riforma, tanto osteggiata da Salvini, si chiede alla gente di restare al lavoro ancora per qualche anno, tenuto anche conto dell’aumento dell’aspettativa di vita che, ovviamente, incide sui conti della previdenza perché le pensioni saranno pagate per più anni. La riforma Fornero aveva anche un altro scopo: quello di evitare nel futuro nuovi interventi penalizzanti per i pensionati che, essendo persone uscite dal mercato del lavoro, non possono integrare il loro reddito in caso di mutazioni nel calcolo delle loro pensioni. 
 
Questo Governo, sbandierando quota 100 e affermando di voler demolire la Legge Fornero, di fatto sta dicendo ai pensionati che non potranno fare affidamento in futuro sulle loro pensioni. Ed infatti già oggi si prepara una misura per ridurre le cosiddette pensioni d’oro, superiori a 3.500/4.000 euro al mese, pur se esse sono state conseguite secondo le leggi vigenti allora. Verranno ridotte per legge. Ma domani, di fronte al crescere del disavanzo pubblico, si finirà per aumentare le tasse, quindi anche e soprattutto quelle sulle pensioni. Oppure verrà un governo che ripristinerà una legge restrittiva sulle pensioni e, forte dell’esempio di questo Governo, l’applicherà anche a chi ha beneficiato di quota 100 che sarà la causa dei nuovi squilli previdenziali. Una bella trovata per togliere serenità a chi andrà in pensione. 
 
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