Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

L'industria che manca a Mezzogiorno

Ma in tutta Italia il Pil Ŕ ancora sotto i livelli precrisi

Giuseppe Roma 03/08/2018

Lo stabilimento dell'Ilva a Taranto Lo stabilimento dell'Ilva a Taranto Delle anticipazioni del Rapporto Svimez 2018 i media hanno dato risalto soprattutto al deflusso di popolazione dal Sud, alla neo-emigrazione che ben fotografa la mancanza di opportunità lavorative e il peggioramento delle condizioni sociali. Ma il documento dà conto anche di un sistema italiano, per molte ragioni, incapace di generare sufficiente valore economico. A 10 anni dalla prima crisi finanziaria, infatti, non abbiamo ancora riconquistato il terreno perduto. Il Pil del Sud nel 2017 è ancora sotto del 10% rispetto a quello del 2008, ma anche il Centro-Nord è sotto ancora del 4,1%. Tutti i grandi paesi europei sono tornati a crescere: il Pil dell’Eurozona è oggi superiore del 6,2% a quello del 2008,  persino quello della  Spagna segna più 2,8%, mentre al nostro Pil dell’ultimo anno mancano ancora 94 miliardi per poter eguagliare quello di 10 anni fa (cioè vale il 5,5% in meno). Non può quindi meravigliare se nello stesso periodo il tasso di occupazione dei giovani fino ai 34 anni si sia ridotto dal 50% al 41% per l’intero paese, con diminuzioni sia al Sud che al Nord.
 
Mentre il comparto dei servizi ha sostanzialmente tenuto, l’industria in senso stretto ha avuto un robusto arretramento al Sud, e seppur in misura più ridotta, anche al Centro-Nord. Oggi per far crescere il manifatturiero ci vuole tecnologia, innovazione, management, logistica etc., e le imprese non possono fare tutto da sole senza infrastrutture adeguate e un’università efficiente. La produzione industriale non può sottrarsi alla competizione, non gode di protezioni, come molti comparti terziari basati nel mercato intermo. Ai ridotti volumi produttivi industriali bisogna considerare il crollo delle costruzioni, il cui valore aggiunto si è ridotto, in modo omogeneo al Sud come al Nord, di un terzo in 10 anni. Quindi, al Sud si emigra perché non c’è lavoro e una politica di sostegno al reddito è indispensabile per tamponare l’emergenza. Ma non si può continuare a eludere il cuore del problema che resta legato alla velocità di transizione dell’industria verso le tecnologie, delle costruzioni verso la rigenerazione sostenibile delle città e del terziario verso una maggiore internazionalizzazione. Un programma per un vero cambiamento.
Altre sull'argomento
Aumenta il lavoro ma non i redditi
Aumenta il lavoro ma non i redditi
Mentre frenano l'export e la crescita
Manifattura pi¨ efficiente, ma non maggiore benessere
Manifattura pi¨ efficiente, ma non maggiore benessere
Le revisioni migliorative dell'Istat di 2016 e 2017
La sfida degli investimenti pubblici
La sfida degli investimenti pubblici
Spendere i fondi gia' in bilancio per stimolare la crescita senza ...
Il tempo dei conti
Il tempo dei conti
La ragionevolezza sui vincoli reggerÓ alla prova dei numeri?
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.