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Il capro espiatorio bancario

Le banche avrebbero bisogno del governo per accelerare il risanamento

Marcello Messori 03/08/2018

Il capro espiatorio bancario Il capro espiatorio bancario Negli ultimi dodici mesi il settore bancario italiano si è faticosamente lasciato alle spalle una crisi che, pur se con alterne vicende, durava dall’autunno del 2014 e aveva avuto varie criticità fra il dicembre del 2015 e la prima metà del 2017. Oggi i nostri maggiori e medi gruppi bancari continuano a ridurre il peso dei crediti problematici (Npl) sui loro attivi, stanno affinando la gestione delle loro esposizioni dubbie (Utp), hanno aumentato la capitalizzazione e stanno recuperando margini di guadagno. Eppure, il processo di rafforzamento non è affatto concluso.
 
Le fragilità dei bilanci bancari italiani, che includono un’eccessiva concentrazione di titoli pubblici nazionali sul lato dell’attivo e un addensamento di proprie obbligazioni in scadenza sul lato del passivo, dipendono da poste negative ancora più incidenti rispetto alla media europea e da un’incertezza sulle strategie future. E’ quindi necessario che le nostre banche adottino efficienti innovazioni organizzative e una governance più efficace, così da rimodulare i loro rapporti con le attività produttive e i loro ruoli in mercati finanziari europei più articolati. 
 
Questa evoluzione sarebbe facilitata da un governo pronto ad accelerare l’attuazione delle riforme bancarie nazionali già approvate (esempio: quelle relative alle banche cooperative), a essere parte attiva nelle scelte europee di regolamentazione finanziaria, ad agevolare le iniziative delle nostre banche per il superamento dei loro residui punti di criticità, a evitare legami viziosi fra aumento degli spread sui nostri titoli del debito pubblico e nuove carenze di capitale bancario. Viceversa, il governo giallo-verde sembra ignorare tali problematiche e ricordarsi dell’esistenza del settore bancario italiano solo per farne un capro espiatorio dei molti mali della nostra economia. Non è così che si rinnova un settore finanziario comunque essenziale per il futuro sviluppo del paese.
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