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Il bambino e l'acqua sporca

Il rischio di non ratificare l'accordo commerciale col CanadÓ Ceta

Fabrizio Galimberti 02/08/2018

Il bambino e l'acqua sporca Il bambino e l'acqua sporca Come Trump cerca di disfare tutti gli accordi stipulati da Obama, così i sovranisti italiani preferiscono distruggere anziché creare. E, nell’operosa ansia iconoclasta, sta per cadere anche il Ceta, l’accordo di libero scambio fra Ue e Canada, che il nuovo governo vorrebbe respingere. Un accordo che tutela i prodotti italiani, e fa segnare, come ha argomentato Carlo Altomonte su lavoce.info, un punteggio di 143 a zero (a favore della Ue) nel match commerciale. Sono infatti 143 i prodotti Ue a indicazione geografica che vanno a essere protetti in Canada, e sono zero i prodotti canadesi tutelati nella Ue. Dei 143, ben 41 sono quelli italiani, che coprono il 90% dell’export agro-alimentare italiano verso il Nordamerica, e che prima non erano tutelati.
 
Ma i sovranisti cercano il pelo nell’uovo, e protestano per alcuni prodotti italiani che non rientrano nello schiacciante 143 a zero. Tutto è perfettibile, ma nei negoziati c’è un dare e un avere, e l’Italia – e la Ue – sono abbondantemente avvantaggiati da questo accordo. In un momento storico in cui, a causa del bizzoso Trump, i venti freddi del protezionismo hanno ricominciato a soffiare, è importante che gli adulti mostrino che è ancora possibile fare accordi (la Ue ne ha firmato un altro col Giappone, il Jefta). Tanto più che il Ceta è un modello che va al di là dell’aspetto grettamente commerciale, e prevede meccanismi di risoluzione delle controversie, apertura degli appalti a livello locale, mutui riconoscimenti, protezione dei dati, dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori...Ma il governo ha bisogno di consensi, e, per avere quelli di qualche produttore di formaggi, vorrebbe gettare via il bambino con l’acqua sporca...
TAG: ceta
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