Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

L'autarchia infrastrutturale

Sotto tiro la Tav in Piemonte e il gasdotto Tap in Puglia

Giuseppe Roma 31/07/2018

Una manifestazione No Tav Una manifestazione No Tav Padroni in casa propria sì, ma al buio. E senza potersi muovere. La superficialità con cui si affrontano i dossier infrastrutturali più importanti, è davvero preoccupante. Se è comprensibile, ma non accettabile, la propaganda politica per compiacere agguerrite ma sparute minoranze di opposizione locale – il popolo dei "No" – desta allarme il perdurare di un atteggiamento approssimativo anche quando si esercita la responsabilità di governo. Non si può a cuor leggero eludere trattati internazionali, ratificati dai Parlamenti, o ritenere carta straccia fior di contratti sottoscritti a seguito di gare internazionali. Le conseguenze sono disastrose sotto il profilo delle relazioni internazionali, per i costi delle inevitabili penali e per la stessa vita dei cittadini. Benefici che nella costruzione di ferrovie o gasdotti sono differiti nel tempo. Come ha osservato Bauman, siamo in una società che non ha più futuro perché cerca solo di modificare il passato. La politica oggi si adegua e continua a emettere editti retroattivi, dalle pensioni ai cantieri, per affermare una visione miope del mondo.
 
 
Per i sondaggi può certo far colpo cancellare un collegamento ferroviario con l’intera Europa occidentale da Parigi, a Londra a Bruxelles, per destinare al popolo le presunte risorse risparmiate. E poi? Certo non riusciremo a elargire denaro pubblico anche negli anni successivi perché, deprimendo l’economia, condanneremo la base fiscale a un’ineluttabile restrizione. Preferire sempre e solo spesa corrente agli investimenti equivale a tagliarsi l’erba sotto i piedi. Pensiamo a quale arretramento si produrrebbe nel nostro lavoro, nell'economia e nella qualità della vita se non potessimo usufruire di Freccerosse e Italo, senza Roma-Milano in tre ore. Certo, bisogna anche migliorare il trasporto regionale, ma quella carenza non può indurre a pronunciare una sentenza di condanna per aver realizzato l'alta velocità, e infatti nessuno lo fa. Condannarsi, invece, all'autarchia infrastrutturale perché incapaci di progettare il futuro, provocherebbe un danno irreversibile al Paese.
Altre sull'argomento
Casalino, l'Intoccabile
Casalino, l'Intoccabile
Le minacce del portavoce di Conte ai funzionari del Tesoro
L'opposizione interna al Governo
L'opposizione interna al Governo
Lega, M5s e "tecnici" sono in contrasto tra loro
Il bluff dei 5S sulla manovra
Il bluff dei 5S sulla manovra
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Agenda della settimana
Agenda della settimana
Governo al lavoro sulla nota di aggiornamento al Def
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.