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Saldi Bce e sfiducia sull'Italia

Le nostre banche esposte per mezzo trilione di euro

Stefano Micossi 10/07/2018

La sede della Bce La sede della Bce Il saldo debitorio della posizione delle banche italiane sul conto Target 2 della Bce naviga verso il mezzo trilione di euro (500 miliardi, ovvero quasi il 30% del nostro Pil). Siamo ben oltre i saldi negativi registrati al tempo della crisi finanziaria, tra l’ottobre del 2011 e i primi mesi del 2012. Ad esso corrisponde un saldo creditorio complessivo del sistema bancario tedesco ormai vicino al trilione di euro. Se l’unione bancaria e l’euro reggono, si tratta di una posta contabile senza importanza; se mai uscissimo dall’euro, il nostro debito netto su quel conto diventerebbe un debito insoluto delle nostre banche nei confronti del sistema Target 2, con impatto diretto sul corrispondente attivo del sistema bancario tedesco.
 
La Bce e molti commentatori insistono che il gonfiamento fuori misura dei saldi deve essere visto come un effetto tecnico degli acquisti di titoli da parte della Bce nell’ambito del programma di quantitative easing. A me pare che sia più corretto vedere questi saldi come quello che una volta si chiamava il saldo delle variazioni nette delle riserve ufficiali (official settlement balance), naturalmente limitatamente al sistema dell’euro. Quel che accade in pratica è che gli investitori esteri non rinnovano i nostri titoli in scadenza o li cedono alla Bce, e questi saldi diventano saldi passivi delle banche italiane su Target 2 nel momento del settlement.
 
Del resto basta guardare il profilo temporale del saldo italiano per convincersi: il passivo inizia a gonfiarsi rapidamente dopo le elezioni del 4 marzo e continua ad aumentare nelle settimane successive alla formazione del nuovo governo. Per ora non è una valanga, ma i disinvestimenti continuano. La sfiducia degli investitori esteri è palpabile; può bastare qualche dichiarazione avventata di uomini della nuova maggioranza in posizione di responsabilità a travolgere la fragile diga eretta dal ministro Tria con le sue assennate dichiarazioni.
TAG: bcebanche
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