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Passo falso sulle banche

Le dichiarazioni di Conte di rivedere le norme su popolari e credito cooperativo

Marcello Messori 11/06/2018

Passo falso sulle banche Passo falso sulle banche Uno dei primi atti pubblici, compiuti da Giuseppe Conte, è stato quello di solidarizzare con i risparmiatori colpiti dalle recenti crisi di banche italiane. Ci si sarebbe quindi aspettati che, nel presentare il programma del nuovo governo, il Presidente del Consiglio affrontasse temi bancari con l’intento di rafforzare le tutele dei risparmiatori. Così non è stato. Con poche frasi il nuovo premier ha rimesso in discussione le due iniziative più positive assunte dai precedenti governi (le riforme delle banche popolari e delle banche di credito cooperativo), e ha creato ostacoli alla già difficile ma essenziale evoluzione dei mercati finanziari italiani. 
 
Promettendo una revisione degli obblighi di trasformazione delle maggiori banche popolari in società per azioni, Conte ha ridato spazio a quelle forme di organizzazione bancaria che, nell’ultimo ventennio, hanno alimentato molti dei maggiori scandali finanziari del nostro paese. Rallentando il consolidamento fra le banche di credito cooperativo, egli ha poi accresciuto l’incertezza sul futuro di piccole realtà bancarie locali in grave difficoltà se non incorporate in aggregazioni più grandi. Proponendo una netta distinzione fra banche ‘sane’, perché incentrate sulla concessione di crediti, e banche ‘speculative’, perché specializzate nell’offerta di servizi egli ha infine trascurato l’origine delle recenti crisi bancarie italiane: l’eccessivo finanziamento di imprese inefficienti, effettuato da banche radicate nel territorio e - per di più - ‘coperto’ mediante un abnorme collocamento di proprie obbligazioni (anche strutturate) nei portafogli finanziari delle famiglie. Le considerazioni fatte rendono prioritario ridurre la dipendenza dal credito bancario delle imprese italiane che operano nella manifattura e nei servizi; il che richiede di rafforzare la struttura finanziaria di queste stesse imprese mediante una più ricca e ben regolamentata offerta bancaria di servizi di investimento.
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