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Quanto a lungo vivremo?

Con la presenza di pi¨ generazioni dovremo riorganizzare la convivenza sociale

Maximo Ibarra 10/05/2018

Quanto a lungo vivremo? Quanto a lungo vivremo? C’è un aspetto della nostra società al quale prestiamo poca attenzione, che cambierà in modo dirompente e significativo il modo in cui ci comporteremo, studieremo, lavoreremo, trascorreremo il tempo libero ed infine vivremo. Avere 50 o 60 anni oggi è ben diverso rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto. Vogliamo essere e sembrare più giovani, fermare l’orologio biologico e perchè no fare ancora dei figli in età avanzata, magari col supporto delle nuove e avanzate tecniche di riproduzione assistita. Anche internet ci sta cambiando inesorabilmente, siamo sempre più esposti al giudizio altrui, soprattutto sui social e cerchiamo di apparire sempre più in forma e attraenti nel vortice dei selfie e video che inondano le nostre pagine, i nostri account, nonchè i profili delle piattaforme di messaggistica. Non accettiamo più di invecchiare e chi può permetterselo ricorre a cure di ogni tipo, diete di qualsiasi natura e ritocchi estetici che non sempre possono considerarsi ben riusciti; anche nel campo della moda è sempre più frequente vedere genitori e nonni vestire come i propri figli e nipoti, per non parlare dell’editoria, dove quotidianamente riviste, saggi e nuovi libri vengono pubblicati con l’unico obiettivo di dispensare consigli su come vivere meglio, più a lungo e felici.
 
L’età media nel mondo è aumentata significativamente negli ultimi secoli e nei paesi più benestanti l’aspettativa di vita alla nascita raggiunge facilmente gli 80 anni. Possiamo arrivare a vivere oltre i 100 anni? La risposta sembra essere affermativa se si presta attenzione alle ultime scoperte e all’evoluzione della medicina. La morte e l’invecchiamento delle nostre cellule secondo alcuni scienziati sono soltanto un aspetto tecnico che può essere risolto, come a dire che con un pò di pazienza e ancora qualche decennio di ulteriori scoperte in campo medico, potremmo arrivare a trovarci con qualcosa di simile all’elisir di lunga vita, non ancora l’immortalità, ma un significativo allungamento della vita. A quel punto più generazioni si troveranno a vivere contemporaneamente e la maggior parte delle nostre abitudini consolidate verranno messe in discussione: per quanti anni dovremmo andare a scuola? Quale potrebbe essere l’età pensionabile corretta, visto che potremmo iniziare a lavorare a 40 anni? Come gestiremo il tempo libero? Soprattutto, come faremo a rendere più sostenibile il pianeta con una mortalità naturale sensibilmente ridotta? È arrivato il momento che l’ingegneria sociale diventi una delle più rilevanti ed urgenti priorità di qualsiasi governo; è bello voler sentirsi più giovani e vivere il più a lungo possibile ma è altrettanto importante pianificare con larghissimo anticipo la convivenza sociale in un mondo in cui questo desiderio presto diventerà realtà.
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