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L'emergenza demografica ignorata

Le previsioni dell'Istat sul Futuro Demografico

Riccardo Illy 08/05/2018

L'emergenza demografica ignorata L'emergenza demografica ignorata L’Istat ha diffuso le previsioni sul Futuro Demografico del Paese; un quadro desolante di natalità che, pur in leggera crescita, rimane sotto la soglia necessaria a compensare i decessi, di saldi migratori positivi che non riescono a compensare quelli naturali negativi. In conclusione di una popolazione in calo, che dagli attuali 60,6 milioni passerebbe a 59 nel 2015 e a 54,1 nel 2065. Non viene analizzata la popolazione attiva, ma è chiaro che a fronte dei numeri appena indicati non potrà che subire un calo ancora maggiore di quello della popolazione totale. L’Istat dà la natalità in crescita dagli attuali 1,34 figli per donna a 1,59 del 2065, probabile effetto cumulato della presenza di immigrati a più alto tasso di natalità. Immigrati che però spesso non vogliono restare in Italia perché in altri paesi europei guadagnano di più e che gli italiani non vogliono; a testimoniarlo sta il successo elettorale della Lega, quando ha sbandierato la (improbabile) promessa di rispedire a casa 600.000 immigrati, pari all’1% della popolazione.
 
I dati demografici, sommati all’ insofferenza verso gli immigrati, sono molto preoccupanti per l’economia e le finanze pubbliche italiane. Pochi giorni fa il Commissario Moscovici ha ribadito che siamo il fanalino di coda dell’Europa; ma la causa non sta nella capacità di far crescere il Pil pro-capite - che lo scorso anno da noi è cresciuto più di quello americano, inglese, tedesco e francese – bensì nel non essere nemmeno capaci di mantenere stabile la popolazione. Nel 2016 quella francese è aumentata dello 0,4% e quella tedesca dell’1,2%! È questo che spiega la maggiore crescita del loro Pil. E se non cresce più significativamente il nostro Pil, posto che facciamo fatica a ridurre lo stock di debito (e ne faremo ancora di più quando i tassi di interesse saliranno) non può migliorare il fondamentale rapporto debito/Pil. Se poi la Lega riuscisse a attuare i suoi programmi perderemmo quasi un 1% di Pil a causa degli immigrati rimpatriati: è vero che il loro reddito è inferiore alla media, ma in cambio è superiore fra loro la percentuale di attivi. In conclusione: lo sviluppo demografico, oltre al debito pubblico, dovrebbe essere la prima preoccupazione dei partiti italiani; che, invece, nella migliore delle ipotesi lo ignorano.
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