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Treni francesi, la liberalizzazione dietro lo scontro

E l'Italia pu˛ essere un modello per l'Europa

Claudio Di Donato 04/04/2018

Treni francesi, la liberalizzazione dietro lo scontro Treni francesi, la liberalizzazione dietro lo scontro Per il presidente francese Macron è il “coraggio della modernità”. Per i sindacati e le opposizioni è un riformismo fine a se stesso che porterà allo smantellamento del sistema ferroviario. Lo scontro sulla riforma delle ferrovie francesi è l’ennesimo conflitto che caratterizza il percorso tortuoso e accidentato verso il completamento del mercato unico europeo. Macron è determinato ad eliminare una serie di “privilegi” dei ferrovieri transalpini. In realtà, sullo sfondo c’è l’arrivo del quarto pacchetto per la liberalizzazione Ue del trasporto ferroviario. Dal primo gennaio 2021 tutte le tratte ad alta velocità saranno aperte alla concorrenza e dal 2023 anche il trasporto regionale non potrà più essere gestito con affidamenti diretti in esclusiva. Il governo francese intende arrivare preparato all’appuntamento. Le Sncf sono un colosso del ferro in Europa ma con capacità di competere tutta da dimostrare. E il bilancio della società è gravato da 47 miliardi di debiti che lievitano di quasi 2 miliardi l’anno.
 
L’Italia è l’unico paese dell’Unione ad aver realizzato la liberalizzazione del mercato dell’alta velocità. Un processo che ha incontrato forti resistente all’inizio ma poi ha prodotto evidenti benefici ai clienti e agli operatori. Tariffe più basse (le compagnie low cost si sono arrese sulla Roma-Milano), incremento consistente dell’offerta e del traffico (+80% in 4 anni). Fondamentale il ruolo dell’autorità di settore a conferma che i processi di liberalizzazione non sono sinonimo di giungla senza regole. Quando ben gestiti tutti gli stakeholders staccano il dividendo. Lo sviluppo sui mercati esteri è uno dei cardini del piano industriale delle nostre Fs (con ricavi all'estero oltre i 4 miliardi al 2026), ma anche Italo guarda alle ricche rotte d'oltralpe come la Parigi-Lione e la Francoforte-Amburgo. Nell’industria dei servizi ferroviari l’Italia è decisamente avanti agli altri partner. Un primato da tutelare. Ne sono consapevoli gli americani che hanno acquistato Italo. Forse un po’ meno noi italiani: in questa prospettiva, l’utilità della fusione Fs-Anas è per esempio tutta da verificare.
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