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Niente piagnistei su Italo

Ben vengano gli investitori stranieri che portano capitali e know how

Stefano Micossi 09/02/2018

Niente piagnistei su Italo Niente piagnistei su Italo È incominciato un ridicolo piagnisteo sulle aziende italiane che vanno all’estero, questa volta si tratta di Italo-NTV, la società per l’alta velocità ferroviaria creata da un gruppo di imprenditori italiani 5 anni fa che è diventata una magnifica storia di successo. Il sistema Italia ha cercato di affondare la società in ogni modo, con gli sgambetti del principale concorrente e la benevola disattenzione delle autorità di regolamentazione che avrebbero dovuto difenderne l’accesso al mercato. La società si apprestava ad andare in Borsa, invece si è presentato un grande investitore americano e se l’è presa. Il governo ha fatto sapere che avrebbe preferito una quotazione sull’asfittica Borsa italiana. Ma se l’investitore americano può pagare più caro una ragione ci sarà: evidentemente il suo sguardo va più lontano e si allunga sul mercato europeo che si aprirà anch’esso alla concorrenza, non solo quello italiano. Ha le spalle per investire ancora e ha l’esperienza gestionale necessaria. L’Italia può diventare la sede di una grande società europea privata per l’alta velocità e altro.
 
Dieci anni fa un’altra grande società americana, AT&T, si era presentata con un’offerta analoga per Telecom; fu respinta dal coro della politica e dei giornali, non ci lasceremo rubare la rete! Gridavano tutti insieme. Dopo altri dieci anni di spoliazioni e di rinvii, Telecom è ridotta maluccio, sta in mani straniere e ora è pronta a cedere la rete, perché l’interesse dell’azionista va nella direzione dei contenuti e gli investimenti necessari nella rete non potrebbe farli.  La rete finirà probabilmente in mano pubblica, in una forma o nell’altra, chiudendo il ciclo di privatizzazione aperto vent’anni fa dall’Opa dei capitani coraggiosi. Accade perché i capitali per rilanciarla semplicemente non si sono trovati nel piccolo giardino italiano. Come in tanti altri casi di (in)felice difesa dell’italianità (Alitalia?). Invece di fasciarci la testa dovremmo brindare agli imprenditori italiani che hanno avuto successo e all’investitore straniero che, speriamo, porterà capitali e know how in Italia per lo sviluppo di servizi ad alto contenuto di tecnologia nel grande mercato europeo.  
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