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Fisco, la leggenda del contrasto d'interessi

Se tutti detraessero tutto il gettito potrebbe diminuire

Vincenzo Visco 06/02/2018

Fisco, la leggenda del contrasto d'interessi Fisco, la leggenda del contrasto d'interessi Da molto tempo circola tra le proposte fiscali “risolutive” una leggenda metropolitana etichettata come “contrasto di interessi”. Se tutti potessero detrarre quanto spendono, l’idraulico, l’elettricista, e gli “autonomi” in generale sarebbero costretti a pagare le loro tasse e l’evasione scomparirebbe, per la felicità di tutti. Sfortunatamente le cose non stanno così, e sorprende ritrovare questa proposta nel programma elettorale del PD con lo slogan “detraiamo tutto, detraiamo tutti”. I seguenti punti possono contribuire ad un chiarimento.
 
a) Se tutti detraessero tutto, non vi sarebbe un aumento di gettito netto in quanto le imposte si ridurrebbero per alcuni e aumenterebbero per altri sostanzialmente nella stessa misura, ma solo una redistribuzione del prelievo.
 
b) Ma in verità, poiché non tutti (i venditori) evadono, e non tutti evadono nella stessa misura, il gettito complessivo diminuirebbe perché tutti gli acquirenti, compresi gli evasori, potrebbero detrarre tutte le spese sostenute.
 
c) Se tutte le spese per consumi fossero detraibili, l’imposizione resterebbe a carico solo del risparmio, con ovvie conseguenze sul gettito e l’attività economica.
 
d) Inoltre è facile intuire che in uno scambio tra soggetti privati vi è sempre la possibilità di trovare un accordo conveniente per entrambe le parti a carico del fisco: un prezzo con fattura e uno più basso senza fattura, come la nostra esperienza quotidiana insegna.
 
e) Ancora, l’esperienza italiana sulle spese per ristrutturazioni insegna che anche in presenza di detrazione delle spese, molte imprese edili hanno continuato a non dichiarare, tant’è che è stato necessario introdurre la tracciabilità bancaria dei pagamenti effettuati.
 
f) Si può poi dimostrare con un semplice modello matematico che contribuenti razionali avrebbero interesse a far emergere l’evasione solo ad una condizione: e cioè solo se la detrazione fosse superiore o eguale alla somma delle imposte relative (Iva e Irpef), e cioè solo in assenza di ogni tassazione.
 
g) Infine le non molte esperienze di introduzione (di solito per breve tempo) in Paesi come Cipro Nord, Bolivia, Turchia e Grecia hanno certificato il fallimento del sistema, e le pressioni del FMI per farlo abolire.
 
In sostanza, è bene non fare affidamento su proposte di questo genere che appaiono del tutto improbabili come molte altre che vengono avanzate in questi giorni, e che ricordano in certa misura il dibattito sui vaccini nel quale, a fronte di prove empiriche modeste se non inesistenti, e alla contrarietà della comunità scientifica, un numero molto elevato di persone continua a credere nella loro nocività. In ambedue i casi siamo di fronte a posizioni in cui concedere la prova contraria potrebbe portare danni molto seri.
 
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