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Zavorra sulla ripresa

In novembre battuta d'arresto per la produzione industriale

Pia Saraceno 12/01/2018

Operai in catena di montaggio Operai in catena di montaggio In novembre la produzione industriale conferma i livelli di ottobre ed in media nel bimestre siamo fermi sui valori del trimestre estivo. Sul finire dell'anno, quindi, mentre Fmi, Banca Mondiale e Bce rivedono al rialzo le stime di crescita mondiale per il 2017 e del 2018 assistiamo in Italia ad una battuta d'arresto, nonostante il clima di fiducia e le aspettative avessero disegnato un quadro differente. Rispetto ai nostri vicini europei, che invece hanno proseguito nella corsa, torniamo ad arretrare stando ai dati Istat, non solo perché abbiamo una velocità di corsa minore, ma anche perché arretra nuovamente la domanda di beni strumentali (curiosamente nelle statistiche Eurostat i nostri dati per ottobre e novembre vengono ancora segnalati come riservati!). Non si applica al nostro paese il cambiamento di termine da ripresa in espansione usato dal governatore della Bce nell'ultima riunione. L'indice della produzione industriale fermo al 97,2% da due trimestri non ha ancora recuperato i livelli del 2010, in media in Europa, invece, cumulato l'incremento è stato di oltre il 10%.
 
Il trend positivo dell'ultimo biennio non è una prerogativa italiana, è il ciclo mondiale che ci ha tirato fuori dal guado: noi continuiamo a poterne approfittare in misura molto limitata. Questo è evidente sia nei dati relativi all'attività produttiva che al recupero occupazionale. Se è vero che siamo zavorrati nel nostro percorso dalle esigenze di correzione dei nostri conti pubblici, è anche vero che è stata, e continua ad essere, la debolezza (e le sue caratteristiche dominate ancora da un incremento nella domanda di mezzi di trasporto più che di macchinari) della domanda di beni d'investimento a tagliarci fuori dalla possibilità di poter contare su una vera espansione.  Eppure gli interventi a sostegno agli investimenti privati sono stati numerosi in questi anni, ma non sono stati evidentemente sufficienti a ridare la fiducia necessaria a chi deve prendere decisioni il cui ritorno si valuta nel lungo termine.
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