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Usare la crescita per ridurre il debito

Non per "tesoretti elettorali"

Innocenzo Cipolletta 09/01/2018

Usare la crescita per ridurre il debito Usare la crescita per ridurre il debito Il 2018 si annuncia come un anno ancora di crescita per l’economia europea e per l’Italia. Le incertezze politiche possono incidere sugli umori dei mercati finanziari ma non dovrebbero arrestare il processo di crescita che sarà relativamente minore rispetto ad altri paesi europei ma comunque consistente rispetto al nostro passato. La crescita economica è positiva ma potrebbe essere sfruttata dalla politica per ricavarne ipotetici “tesoretti” da spendere per acquisire consensi. E questa tendenza la si deduce dalle mille promesse elettorali che vanno dall’abolizione della legge Fornero (o di alcune parti della stessa), alla abolizione del canone Rai, all’aumento delle pensioni minime fino all’abolizione delle tasse universitarie. Eppure la continuazione della crescita dovrebbe suggerire di non caricare la congiuntura di altre spinte, che risulterebbero inutili, ma di utilizzare le maggiori risorse per ridurre il debito pubblico rispetto al Pil. Quando poi l’Italia e l’Europa dovessero rientrare in una fase recessiva, allora sarebbe utile riprendere a parlare di spesa pubblica.
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