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Dalla Commissione banche possono arrivare indicazioni preziose

Non solo al prossimo Parlamento ma anche alla Ue

Claudio Di Donato 22/12/2017

La Commissione d'inchiesta sulle banche La Commissione d'inchiesta sulle banche La traiettoria dei lavori della Commissione banche nell'ultima settimana ha in parte deviato rispetto alle origini. Il processo politico alla Boschi ha oscurato gli altri due obbiettivi politici di Pd e Fi: scaricare su Bankitalia le responsabilità delle crisi bancarie e dimostrare il "complotto" del 2011 per affossare il governo Berlusconi. Eppure la fase conclusiva dei lavori ha fatto emergere alcuni elementi che potranno essere preziosi nella stesura del documento finale.
 
Le audizioni del governatore Visco, del presidente Consob Vegas e dell'esponente della vigilanza Bce Angeloni hanno fornito indicazioni rilevanti per comprendere la dinamica delle crisi bancarie e soprattutto per migliorare la nuova architettura istituzionale europea che necessita di fisiologici aggiustamenti. I rappresentanti delle autorità di controllo hanno smentito la scarsa collaborazione tra Bankitalia e Consob. Non solo.
 
Vegas ha sostenuto che Via Nazionale compie il suo dovere quando decide di non fornire informazioni, in quanto la legislazione italiana ed europea privilegiano la stabilità finanziaria rispetto alla trasparenza dei mercati. L'esperienza degli ultimi anni è servita se Consob è stata la prima autorità in Europa ad aver siglato un protocollo con la Bce sulla vigilanza. Un protocollo con alcuni limiti. Ad esempio è incentrato sulla Mifid, ma non contempla i prospetti.
 
Tuttavia il contesto europeo appare più complesso entrando in gioco anche l'Antitrust. Come abbiamo evidenziato su InPiù già a fine 2016, la filosofia normativa europea pone allo stesso livello il valore della stabilità finanziaria (Bce) e il principio della tutela della concorrenza (Commissione), rischiando di alimentare incertezza e dilatare i tempi delle operazioni di riassetto (vedi Mps) aumentandone i costi. Se la Commissione avrà la volontà politica, il documento finale potrà essere un prezioso contributo non solo al prossimo Parlamento ma soprattutto al cantiere europeo per completare l'Unione bancaria.
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