Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Il confronto col Portogallo

Lo spread lusitano Ŕ ormai appaiato al nostro

Andrea Battista 20/12/2017

Il confronto col Portogallo Il confronto col Portogallo Il recente rally dei titoli portoghesi, dai più imprevisto almeno nella misura, ha sostanzialmente appaiato lo spread italiano e portoghese. Il fatto si presta a mio avviso a diverse considerazioni. Per quanto si possa essere contenti della ripresa economica in corso nel nostro paese e delle sue impreviste accelerazioni, il valore da osservare è soprattutto la performance relativa, quando si voglia capire se - come paese - abbiamo fatto bene o male e se dobbiamo ancora migliorare o addirittura cambiare direzione. Se l'andamento dello spread relativo tra paesi - misura tra l'altro non troppo distorta dal Qe almeno per tutti i paesi cosiddetti periferici - approssima la situazione in termini di finanza pubblica e di rischio paese, negli ultimi anni la performance relativa non è stata nel complesso soddisfacente. Se come noto non affronteremo il Portogallo ai prossimi mondiali di calcio, i lusitani stanno diventando il nostro benchmark, più della Spagna, almeno in termini di finanza pubblica. Impensabile sino a 12-18 mesi fa. Altro aspetto è che le agenzie di rating, i paesi nordici, i mercati sono tutti giudici o valutatori severi, a volte superficiali e spesso sbagliano come e più di altri. Ma non sono a priori negativi con la Grecia, col Portogallo o con l'Italia.
 
Se si realizzano le giuste azioni per evitare di lasciare con il cerino in mano i propri creditori e se il sistema politico è complessivamente credibile nel mantenere le promesse, non v'è motivo per non pensare di essere promossi, dalle agenzie di rating come dalla Commissione europea. La fine dell'austerità come causa della ripresa del Portogallo è davvero difficile da sostenere, pur essendo quasi un ritornello corrente. Il deficit si è ridotto di molto dal picco ante crisi, la spesa pubblica è stata contenuta e anche il debito ha iniziato a scendere in relazione al Pil. Certo, compaiono i soliti temi di taglio degli investimenti pubblici più della spesa corrente e di sostenibilità nel tempo dell’aggiustamento. Ma questo riguarda le sfide future. Infine la troppo diffusa opinione del referendum costituzionale italiano, che non avrebbe prodotto conseguenze negative. Prima del referendum il benchmark in termini di spread era la Spagna. Temo non sia un caso, perché nella performance relativa l’assetto e la credibilità del sistema politico – attuale ma soprattutto futuro - c'entrano non poco.
Altre sull'argomento
Il pugno di ferro punisce Rajoy
Il pugno di ferro punisce Rajoy
In Catalogna un tracollo elettorale senza appello
Ora Madrid dialoghi
Ora Madrid dialoghi
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Migrazioni e stabilitÓ
Migrazioni e stabilitÓ
Barlumi di speranza dal vertice di Abidjian
L'Italia del Censis, senza giunture
L'Italia del Censis, senza giunture
Dopo 50 anni Giuseppe De Rita ha passato il testimone al figlio Giorgio
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.