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Come affrontare il macigno del debito

La ricetta di Cottarelli: tenere ferma la spesa pubblica e usare la ripresa per ripagarlo

Riccardo Illy 14/12/2017

Carlo Cottarelli Carlo Cottarelli Nel suo libro “Il Macigno” Carlo Cottarelli affronta l’annoso tema del colossale debito pubblico italiano, al 132% del Pil a fine 2016. Oltre a smontare la tesi della sua sostenibilità motivata dall’ancora maggiore debito del Giappone si sofferma sulla pericolosità in prospettiva di mantenerne l’attuale entità. Anzitutto con il superamento del Qe, i tassi sono destinati a aumentare sia in via primaria (per tutta la zona Euro) per il ritorno di tassi positivi praticati dalla Bce sui suoi prestiti, sia in via selettiva (specificamente per l’Italia) a causa della superiore rischiosità del nostro sistema paese. I crescenti interessi andrebbero a aumentare il deficit rischiando di far lievitare anche il debito, avvicinandolo alla soglia dell’ insostenibilità. Ma ciò che è ancora più importante nel caso di una nuova recessione è che il nostro Paese, con un livello di debito prossimo a quella soglia, non potrebbe sostenere spese pubbliche anticicliche a debito e rischierebbe, come già successo nella recente recessione a W, di perdere una fetta maggiore di Pil rispetto ai partner meno indebitati.
 
Cottarelli, infine, ricorda che altri paesi, incluso il Belgio con il quale fino a qualche anno fa gareggiavamo sul rapporto debito/Pil, sono riusciti a ridurre il loro “macigno” riprendendo un ciclo virtuoso; e suggerisce una soluzione italiana. Molto semplice: tenere fissa la spesa pubblica nei prossimi anni (anzi decenni) e utilizzare le maggiori risorse introitate dallo Stato nei periodi - come l’attuale - di crescita economica per ridurre il debito. Il processo è lento e conseguentemente lungo, ma nel giro di una ventina di anni dovremmo raggiungere l’agognato indice previsto dai parametri di Maastricht (debito/Pil pari al 60%). I benefici per il nostro rating, quindi per i conti pubblici, arriverebbero però molto prima; una volta che i mercati avranno compreso che l’Italia ha imboccato un serio cammino di riduzione del debito le società di rating ci “premieranno” inizialmente con un outlook (proiezione) positivo e poi con un rating migliore. E i mercati ci premieranno con tassi migliori, agevolando il rientro. Che qualcuno dei partiti che si sfideranno alle elezioni adotti questa proposta è però, più che una speranza, un’utopia. La proposta di Cottarelli resterà probabilmente il gesto appassionato e competente di un uomo che nel recente passato ha già dimostrato l’attaccamento al suo paese.
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