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Il Bitcoin tra tulipani e oro

Impossibile dire se la “bolla” della moneta elettronica esploderà

Andrea Battista 07/12/2017

Il Bitcoin tra tulipani e oro Il Bitcoin tra tulipani e oro E' tipico della natura umana cercare di comprendere fenomeni nuovi e sconosciuti accostandoli a elementi del passato o del presente. Mano a mano che il dibattito prende corpo, il Bitcoin non sfugge certo a questa abitudine. Due sono i termini del passato, antitetici, che ricorrono nel dibattito: i tulipani olandesi e l’oro come attività finanziaria. Il noto fenomeno dei tulipani si è sviluppato in un periodo concentrato, in un luogo fisicamente circoscritto come l’Olanda, il bene era deperibile e di modesto costo di produzione, la componente di valore infrastrutturale e dì tecnologia era inesistente. Sono tutte marcate diversità con il fenomeno Bitcoin e la similarità grafica dell'andamento al rialzo del prezzo delle attività non rileva a mio avviso più di tanto. In ogni caso, il fenomeno si sviluppò rapidamente in un momento in cui l’informazione ‘girava’ molto più lenta e con maggiore difficoltà vs. i nove anni del Bitcoin con maggiore facilità di diffusione e elaborazione dell’informazione.
 
L'oro è un’attività con un certo costo di produzione influenzato soprattutto dalla tecnologia estrattiva, è domandato anche indipendentemente dalle sue caratteristiche di moneta, ha avuto nel tempo il sopravvento su materie prime concorrenti quali argento e platino, è una risorsa per definizione scarsa e con offerta variabile, non predefinita e fondamentalmente privata, senza un valore intrinseco paragonabile al valore di mercato. E’ stato un bene accettato progressivamente nei secoli e poi “fatto proprio” dalle Autorità - dal gold standard alle riserve auree delle banche centrali. Se per l’oro le similarità con il Bitcoin appaiono maggiori, è evidente comunque che sono in entrambi i casi parziali. Pensiamo solo al fattore tempo: millenni di storia per l'oro, quasi un decennio per il Bitcoin, pochi mesi per i tulipani. Queste analogie non ci portano dunque lontano. Il punto centrale è che è impossibile prevedere se la fiducia nello strumento si consoliderà o meno, perché la fiducia è per sua natura un bene diffuso e impalpabile, di imprevedibile evoluzione e marcatamente influenzato da fattori esogeni. Il fatto che la c.d. bolla – se esiste - possa scoppiare (quasi ovvio) non implica affatto che lo farà. Magari esiste una genuina domanda per strumenti di pagamento immateriali, sicuri, peer to peer. Ma non è detto che sarà il Bitcoin a intercettarla. Né è vero che “lo scoppio” releghi in archivio un asset: è già avvenuto che bolle esplose riconducano i valori su sentieri più accettabili e sostenibili nel lungo periodo. Nel dibattito molti esprimono punti di vista molto forti, in un senso o nell'altro. Prudenza e cautela interpretativa sono invece fondamentali, perché in realtà ne sappiamo davvero troppo poco.
TAG: bitcoinoro
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