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Saremo meno "bancocentrici"

Strutturalmente pi¨ difficile l'accesso al credito nel mondo di Basilea

Andrea Battista 05/12/2017

Il presidente dell'Abi Antonio Patuelli Il presidente dell'Abi Antonio Patuelli In mezzo a indicatori che volgono al bello, l’evoluzione degli aggregati di credito bancario non sembra essere tra questi. Lo mostrano i dati e viene segnalato dagli imprenditori. In questa situazione scatta ovviamente la caccia al colpevole. Colpa della domanda, dicono i banchieri. Colpa degli Npl (crediti deteriorati), fanno eco da Francoforte. Colpa delle regole, conclude qualcun altro. Il tema è storicamente chiave e vale la pena capire se non nasconda qualche snodo strutturale. Con Npl adeguatamente coperti e in riduzione, le strategie di smaltimento dovrebbero essere abbastanza neutrali sullo sviluppo dell’aggregato di credito. La migliore strategia di smaltimento non può essere vendere con una clessidra puntata alla tempia: è il modo migliore per generare un deficit, anche quando non esiste. Lo sa chiunque abbia venduto un immobile con un vincolo stringente di tempo. La limitata domanda di credito da parte delle imprese può essere una spiegazione migliore ma va circostanziata. Il credito bancario è divenuto e sarà in futuro assai selettivo nello scenario normativo.
 
La domanda di credito “buona” – ossia nei parametri di erogabilità - è limitata, perché buona parte, in particolare del mondo Pmi, è più o meno complesso da gestire nel mondo di Basilea e ha quindi difficoltà di accesso al credito. Ma sui segmenti più facilmente “bancabili”, la competizione è elevata e molto contenuto lo spread che viene fatto pagare. Se normative acquisite ci portano in questa direzione, il credito diventa strutturalmente – e non congiunturalmente – più selettivo. Correlata a questa dinamica v'è la filosofia di creare nel tempo un sistema meno monopolizzato dal credito bancario, con maggiore spazio al mercato dei capitali nel finanziamento delle imprese. Se questo ragionamento regge, ne consegue che lo sviluppo degli aggregati di credito rimarrà necessariamente più ridotta di quanto avvenisse in passato a parità di ciclo economico. Il processo sarà faticoso ma consentirà una lenta e graduale diminuzione del “bancocentrismo” del sistema finanziario. Alla fine, un fattore positivo non solo per l’economia nel suo complesso ma per le stesse banche.
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