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Ma la bolla Bitcoin non esploderÓ a breve

Un anno fa era a 700 dollari e oggi oltre i 9mila

Claudio Di Donato 01/12/2017

Un'immagine simbolica del Bitcoin Un'immagine simbolica del Bitcoin Senza tornare al '600 e alla speculazione sui tulipani in Olanda, negli ultimi anni abbiamo assistito al boom di Borsa delle aziende di nanotecnologie, ai fuochi d’artificio delle dot.com di inizio millennio fino alla crisi del mercato azionario cinese. Il fenomeno Bitcoin è destinato a scalare la classifica delle grandi bolle speculative. Dalla Fed ai principali analisti, tutti concordano come Bitcoin abbia assunto i connotati della classica bolla. Il governatore Visco e il membro della Bce Mercsh hanno messo in guardia sull'uso potenzialmente perverso delle valute virtuali. Eppure la più famosa delle criptovalute continua la sua corsa. Un anno fa un pezzo di Bitcoin valeva 500 dollari, a inizio settembre 5mila, e ora ha sfondato anche gli 11mila dollari, per poi ripiegare verso i 9.500.
 
Il paradosso, apparente, è che più si parla di bolla e più il trend rialzista accelera. La certezza che si stia creando una bolla destinata prima o poi a scoppiare non sembra spaventare nessuno, nonostante le lezioni del passato. Proprio la storia lontana e recente mostrano tuttavia che la logica dell'investimento speculativo non è l’analisi dei fondamentali o delle prospettive economiche. Piuttosto, è la certezza che in giro per il mondo c’è almeno un investitore disposto a pagare un premio su un determinato asset. L'ultimo resta con il famoso cerino in mano e la bolla esplode.
 
Se la stessa logica vale anche per Bitcoin, è prevedibile che la bolla sia destinata a gonfiarsi ancora. Anche se i grandi investitori sono già entrati nel comparto delle criptovalute, il flusso di investimenti è ben lontano dal punto massimo poiché molti big player ancora non si sono mossi. L'arrivo a breve di derivati quotati al Chicago Mercantile Exchange e sul mercato delle opzioni favorirà ulteriormente l'investimento in Bitcoin. Inoltre, sono in arrivo altri progetti di criptovalute come Rootstock e Lightning Network. Infine, c'è la dimensione finanziaria. Quando scoppiò la bolla delle dot.com, il Nasdaq capitalizzava 6.700 miliardi di dollari. Oggi il panorama delle criptovalute ha toccato solo i 300 miliardi. L'appetito degli investitori è altissimo. Vedremo qualche correzione, ma per l'esplosione della bolla c'è ancora tempo.
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